La Ces , quale Conferenza europea dei sindacati, nell’ambito dell’ Icftu (Conferenza internazionale dei sindacati liberi) presente ufficialmente al Vertice mondiale, ha sostenuto in questi giorni che la dimensione sociale non può essere considerata solamente uno dei tre elementi su cui si deve basare un’azione di sviluppo “sostenibile”, seppur affiancata da un’azione economica efficace e una protezione rivolta all’ambiente.
Deve costituire un concetto specifico centrale nell’ambito dello Sviluppo Sostenibile, dove la persona “umana” con la sua attività di relazione, di diritto, di libertà è posta al centro.
Un concreto sviluppo economico che pone le basi per un futuro “sostenibile” non può, combattendo la povertà e il rispetto dei diritti umani fondamentali, ottenere risultati positivi ed efficaci senza una chiara e puntuale politica sociale rivolta all’occupazione.
E’ per questo che una politica economica e del commercio e una piena regolazione degli interventi in tema ambientale non possono essere senza un altrettanto concreta e programmata politica sociale basata sul rispetto dei diritti sociali fondamentali, una politica di investimento orientata all’occupazione, l’equa ripartizione delle ricchezze tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, il libero accesso per tutti ai beni essenziali quali diritti e non bisogni da soddisfare (spesso secondo una valutazione di mercato gestita da pochi: vedi acqua, energia…), l’affermazione di un sistema di protezione sociale garantita a tutti i livelli e a tutti gli individui, donne e uomini, in tutti i paesi del mondo.
Nello specifico, la Ces, interrogando i Governi ha inteso porre l’attenzione su tre punti di rilievo:
1) promuovere riforme economiche e finanziarie, attraverso il piano d’azione e dichiarazione politica in discussione al Summit, che permettano ai paesi in via di sviluppo di trovare le risorse finanziarie necessarie al loro sviluppo. Attuare una riforma delle sussidi per l’agricoltura volta a ridurre, con l’obiettivo di eliminare, le esportazioni dei prodotti dai mercati del Nord nei paesi del Sud distruggendo le economie agricole locali.
2) Sostenere politiche rivolte al potenziamento dell’occupazione, attraverso azioni di potenziamento contro i rischi e le incertezze di sistemi sociali deboli al fine di combattere la piaga della povertà nel mondo non ricorrendo a forme di sostegno che creano dipendenza passiva.
3) Attuare il protocollo di Kyoto attraverso progetti volti ad interventi di sviluppo dell’energia pulita, dell’energia rinnovabile, di responsabilità sociale delle imprese .
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