Raffaella Vitulano
Europa in piazza con una manifestazione il 21 marzo, in occasione del vertice Ue economico di primavera, per far pressioni sulla Conferenza intergovernativa (Cig), che dovrà varare le riforme in vista dell’allargamento e dare il via alla Costituzione Europea (probabilmente a Roma durante il semestre di presidenza italiana dell’Ue): è questa la principale decisione scaturita oggi dal Comitato esecutivo Ces a Bruxelles, che ha approvato la proposta di uno svolgimento contemporaneo di manifestazioni a Bruxelles e in tutti i paesi europei, a sostegno delle posizioni Ces alla Convenzione Ue per la riforma dei Trattati.
La manifestazione a Bruxelles avrà carattere europeo e vi parteciperanno Ces, sindacati belgi e rappresentanze di tutti i sindacati europei. Quelle nazionali, invece, saranno organizzate dai sindacati nazionali. Ma rivendicazioni e temi saranno gli stessi. I dettagli saranno ora approfonditi con i rispettivi dipartimenti organizzativi.
La Commissione ha intanto convocato per il 28 novembre un vertice dei partner sociali a Bruxelles, in cui, per la prima volta, Ces e Unice presenteranno un loro programma di lavoro, di negoziati e posizioni comuni per i prossimi 3 anni. Gli attori sociali europei cominciano dunque così a gestire direttamente i temi del lavoro e del sociale che li riguardano.
Altro tema di confronto è stato oggi l’ammissione della Ferpa al diritto di voto nell’Esecutivo della Ces. Una proposta – sostenuta da Cgil, Cisl e Uil – che ha registrato ferrea opposizione da parte di svedesi e nordici, nonchè incertezze del tedesco Dbg. Dopo un’infervorata discussione il voto è stato rimandato all’Esecutivo di marzo del prossimo anno. La delegazione italiana ha comunque posto questa come questione di principio, visto che i nostri pensionati non sarebbero rappresentati nella Ces con diritto di voto se non l’avesse la Ferpa. Infatti, Cgil Cisl e Uil affiliano alla Ces solo gli attivi, mentre i nordici rappresentano i pensionati sia nelle Federazioni europee (attraverso le categorie nazionali), sia nella Ces (attraverso le Confederazioni).
Altri punti discussi all’Esecutivo: la politica di coesione nell’ambito dell’Europa allargata, il coordinamento della contrattazione collettiva a livello europeo, una risoluzione sulla politica europea dell’immigrazione e dell’asilo, la partecipazione finanziaria dei lavoratori nelle imprese e l’anno internazionale degli handicappati, le prime proposte di dibattito politico al prossimo congresso della Ces di maggio 2003.


























