Migliaia di minatori sono scesi in strada oggi a Katowice, nella Polonia meridionale, dichiarando ”guerra” ai licenziamenti. Il governo di Varsavia prevede di sopprimere, entro il 2006, 35mila posti di lavoro nell’indebitato settore carbonifero del Paese. I minatori si sono riversati nel centro della città, esplodendo fuochi d’artificio e gridando slogan contro il governo, accusandone i membri di essere ”ladri”.
Tra le tante bandiere sindacali, le più numerose erano quelle di Solidarnosc, il sindacato che, guidato da Lech Walesa, contribuì in maniera determinante al crollo del regime comunista in Polonia. ”Questa è la fine del periodo delle dimostrazioni pacifiche”, ha detto il leader del sindacato dei minatori Waclaw Czerkowski, avvertendo il governo che le prossime manifestazioni potrebbero sfociare in violenze. ”La gente è molto arrabbiata”, ha detto Czerkowski alla TVN 24, un canale di soli notiziari. I sindacati avevano annunciato la presenza di diecimila minatori, e la polizia ha confermato che almeno novemila persone hanno preso parte alla manifestazione, guardati a vista da centinaia di agenti di polizia in assetto antisommossa.
La scintilla che ha fatto scattare la protesta è stato il piano governativo per la chiusura di sette miniere ed il taglio di 35 mila posti di lavoro tra il 2003 ed il 2006. Il piano s’inserisce nella cornice degli ormai ripetuti sforzi tesi al ridimensionamento di un settore che lavora in perdita, in vista dell’ingresso della Polonia nell’Unione europea, previsto nel 2004. Secondo le previsioni del governo di centrosinistra, guidato dal premier Leszek Miller, il piano di ristrutturazione dovrebbe costare 4,8 milioni di zloty (circa 1,2 milioni di euro), 2,8 milioni dei quali dovrebbero essere compresi nel bilancio annuale, ed il resto coperto dalla Banca mondiale. I leader sindacali dei minatori hanno immediatamente condannato il piano, affermando che esso non farà che aggravare la disoccupazione, che già ammonta al 18% della popolazione attiva.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























