Morgan Stanley, una delle maggiori banche d’ affari Usa, starebbe dando attuazione ad un piano che prevede il taglio complessivo di circa 2.200 posti di lavoro, corrispondenti al 4% degli organici. Si tratterebbe della quarta volta a partire dallo scorso anno che la banca riduce il personale dipendente.
La notizia relativa ai ‘tagli’ è stata riportata da alcune fonti vicine alla seconda banca d’ investimento Usa, secondo cui la riduzione dei posti di lavoro sarebbe cominciata la settimana scorsa. Il ‘taglio’ riguarderebbe in particolare 950 brokers che si occupano dei rapporti con gli investitori individuali, 70 impiegati nel comparto delle vendite globali e all’ ufficio competente per le relazioni con gli investitori istituzionali, oltre ad altre cento unità impiegate nella ricerca.
Morgan Stanley, che ha già operato una significativa ‘cura dimagrante’ negli anni passati (al punto che il personale si è ridotto alle attuali 57.800 unità contro le 62.700 del 2000), è alle prese con la crisi dei mercati finanziari, in particolare dei ‘merger’, cioè le fusioni societarie, dalle quali otteneva cospicue commissioni. Nell’ anno in corso, Morgan ha del resto curato collocamenti e vendite di azioni per un controvalore di 12,3 miliardi di dollari, il 35% in meno rispetto ai due anni precedenti.
Degli altri ‘tagli’ previsti, 400 posti di lavoro dovrebbero essere eliminati fra gli impiegati, sempre nella divisione che cura i rapporti con gli investitori individuali, mentre il resto riguarderebbe personale che attualmente lavora alle risorse umane, nell’ ufficio legale, nei servizi tecnologici ed in altre strutture.
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