Domenico Pesenti, segretario generale della Filca Cisl, nell’attuale fase di crisi com’è la situazione in edilizia?
Al momento, senza nessun intervento, rischiamo di perdere circa 25.000 posti di lavoro. Per questo chiediamo misure urgenti al Governo, i sindacati hanno già firmato un avviso comune e ora lo sottopongono alle imprese.
I vostri obiettivi?
Sostanzialmente due. Il primo è ottenere ammortizzatori sociali più robusti per l’immediato futuro. L’altro, più generale, punta a rilanciare il valore del lavoro per aumentare le retribuzioni e rimettere in moto l’economia. In questo senso il nostro comparto può fare da volano per tutto l’apparato produttivo del Paese.
Nello specifico, quali misure chiedete?
Sbloccare le opere già cantierabili e rafforzare gli sgravi fiscali, soprattutto per chi fa ristrutturazione e risparmio energetico, sostenendo così le piccole imprese che restano la maggioranza nel settore. Tutto questo, però, deve essere fatto con il massimo rigore.
Ovvero?
Bisogna privilegiare solo le aziende davvero regolari, quelle che rispettano le norme e i contratti. Affrontare la crisi è anche l’occasione per rendere il settore più sicuro e trasparente.
Proprio ieri la Fillea Cgil si è mobilitata da sola, sostenendo che l’accordo separato sui contratti penalizza l’edilizia.
La riforma ci fa bene. Rafforza l’aggregazione sociale e favorisce i rinnovi, mi auguro che anche la Cgil cambi idea e la firmi. Tra l’altro la protesta di ieri non propone nessuna risposta, come invece prova a fare il nostro testo condiviso.
Lo firmeranno anche le imprese?
Sono fiducioso. In edilizia abbiamo una tradizione di documenti congiunti, dal Durc alla lotta contro il sommerso, questo testo garantisce continuità. Aspettiamo la firma dei datori di lavoro per presentare l’avviso comune al Governo e chiedere un tavolo di confronto sullo stato del settore. Vogliamo uscire dalla crisi attraverso la concertazione.
18 febbraio 2009
Emanuele Di Nicola


























