L’approvazione del Piano Casa da parte del Governo, per il sindacato Sicet Cisl, è un segnale importante “che registriamo con favore. Ora ci aspettiamo l’avvio di una fase di confronto con le parti sociali – precisa il segretario generale del Sicet Cisl Fabrizio Esposito – per tradurre in atti concreti la volontà politica di affrontare strutturalmente il disagio abitativo nel nostro paese”.
“Come Sicet chiediamo che venga aperta in tempi rapidi una fase di confronto autentico con le parti sociali. Non una consultazione formale, ma un tavolo permanente capace di accompagnare l’attuazione del Piano, di definire in modo puntuale la destinazione delle risorse e di monitorare nel tempo i risultati e l’impatto. Serve uno sforzo collettivo per dare risposte alle famiglie in difficoltà e ai giovani che faticano ad accedere ad un’abitazione dignitosa ed economicamente sostenibile”, ha aggiunto.
Secondo il Sicet Cisl è fondamentale costruire una governance integrata tra livello nazionale e regionale: “Solo un coordinamento efficace tra i diversi livelli istituzionali – spiega Esposito – può consentire di incrociare in modo virtuoso fondi pubblici, programmi europei e investimenti privati, evitando eccessi speculativi, dispersioni e inefficienze, come accaduto in passato”.
“La casa – sottolinea Esposito – è un fattore centrale per la coesione sociale, per la tenuta delle comunità, per la qualità della vita delle persone. Per questo è necessario consolidare un percorso condiviso, dentro la logica di un vero Patto sociale, che coinvolga istituzioni, parti sociali, operatori del settore e comunità locali, e che sia in grado di trasformare le misure annunciate in risultati concreti, misurabili e duraturi nel tempo”.
Il Sicet Cisl, chisoa la nota, “pur esprimendo riserve sul Ddl in materia di rilascio degli immobili, è pronto a fare la propria parte, anche per correggere in senso sociale le norme più controverse del pacchetto. Ci aspettiamo che il Governo faccia altrettanto, con la determinazione e la perseveranza che impone una sfida così complessa e allo stesso necessaria per rimettere la parola equità al centro delle politiche abitative nel nostro paese”.

























