E’ ripresa oggi l’attività nello stabilimento Ford di San Pietroburgo, dove la direzione ha firmato il rinnovo del contratto con i sindacati interni accogliendo le loro richieste salariali. Per la Russia si è trattato del primo sciopero contro una dirigenza straniera, in particolare americana, dopo la caduta dell’Urss e l’apertura delle frontiere a investimenti esteri. I lavoratori hanno ritenuto di escludere dalla trattativa i sindacati nazionali perchè, hanno spiegato, li ritengono al servizio del Governo. La vertenza si è conclusa con un aumento del 30%, contro il 20% proposto come tetto massimo dall’azienda. La Ford ha ottenuto una maggiore gradualità negli scatti, ma ha concesso un ulteriore incremento del 7% per gli impiegati in ambienti a rischio e un’una tantum per chi supera i cinque anni di anzianità.
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