La proposta del nuovo presidente designato dell’Ufficio federale del lavoro di ridurre la durata dei sussidi ai disoccupati ha suscitato in Germania una levata di scudi da parte di sindacati e associazioni sociali.
In una intervista all’ultimo numero del settimanale Der Spiegel il socialdemocratico Florian Gerster – designato il 22 febbraio scorso alla guida dell’Ufficio federale del lavoro dopo lo scandalo delle statistiche contraffatte – ha detto di essere favorevole a una “riduzione progressiva della durata di versamento dei sussidi ai disoccupati più anziani”. “Il livello degli aiuti ai disoccupati di lunga durata dovrà orientarsi in futuro verso quello dei sussidi sociali”, ha aggiunto.
Critiche sono subito venute da Ursula Engeleen-Kefer, vicepresidente della Confederazione sindacale tedesca (Dgb), che ha prospettato un “conflitto aperto” con i sindacati. La vicepresidente ha invitato Gerster a riformare l’Ufficio del lavoro senza generare inutili conflitti. “Riduzioni sono per noi inaccettabili”, ha detto da parte sua Horst Schmitthenner, del direttivo di Ig-Metall, il potente sindacato metalmeccanico con oltre 3,5 milioni di aderenti.
“Noi non possiamo permetterci nel lungo periodo di mettere i disoccupati più anziani su un binario morto concedendo incentivi finanziari quando al tempo stesso vi è penuria di manodopera qualificata in molti settori”, ha osservato Gerster, che ha ottenuto tuttavia l’appoggio del cancelliere Gerhard Schroeder.
Il 22 febbraio scorso Florian Gerster, attualmente ancora ministro per gli affari sociali nella Renania-Palatinato (sudovest), è stato designato a sostituire Bernhard Jagoda alla guida dell’Ufficio federale del lavoro, scosso da uno scandalo di dati falsi sulle mediazioni per la ricerca di posti di lavoro.
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