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Rieti, sindacati: stato di agitazione farmacie municipalizzate

redazione
Luglio03/ 2020

“A seguito di un’assemblea unitaria con i lavoratori dell’Asm Rieti Spa, abbiamo deciso di indire lo stato di agitazione del personale: da gennaio ad oggi abbiamo inoltrato ben 17 richieste di incontro al Comune, per dibattere della volontà di vendere le farmacie municipalizzate, ottenendo come risposta un silenzio assordante, a cui si sono aggiunte dichiarazioni inaccettabili da parte del sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti”.

È quanto si legge in una nota di Fabrizio, Pilotti, Sara Imperatori e Pietro Feliciangeli, rispettivamente della Filcams-CGIL Rieti-Roma Eva, della Fisascat-CISL Roma Capitale Rieti e della Uiltucs-Uil Rieti, in cui si aggiunge che “oltre al danno, per i lavoratori un’inammissibile ‘beffa’: non soltanto decine di famiglie sul territorio guardano al futuro con preoccupazione, ma in una recente intervista televisiva il sindaco ha scaricato sui dipendenti la responsabilità di un’inefficacia gestionale che, a nostro parere, risiede altrove.

Si tratta di persone che, dagli anni ’90 ad oggi, sono state protagoniste della crescita e dell’espansione delle farmacie municipalizzate sul territorio, persone che lavorano quotidianamente con abnegazione e che adesso vengono additate come ‘capri espiatori’ della situazione”. “Non si può mettere a rischio la continuità occupazionale, contrattuale e salariale di queste persone – si conclude nel comunicato – e non si può dismettere un ‘gioiello di famiglia’, patrimonio della città e servizio essenziale per la cittadinanza, per cui sarebbe utile un piano strategico-politico di rilancio che sia concreto e fattivo.
La vendita a privati di un tessuto economico primario, riguardante la distribuzione di medicinali alla collettività, sarebbe una perdita per tutti. Far passare il concetto che siano i lavoratori e le lavoratrici la causa delle perdite delle farmacie è una lettura politica inaccettabile, a maggior ragione alla luce delle mancate convocazioni del management, il quale continua a ignorare ogni richiesta di incontro avanzata dalle organizzazioni firmatarie del contratto che viene applicato”.

E.G.

redazione