Il tribunale di Duesseldorf ha rinviato a giudizio sei persone, tra cui Josef Ackermann, Klaus Esser e Klaus Zwickel, con l’accusa di corruzione per la maxi-buonuscita percepita dal top management di Mannesmann in seguito all’acquisizione da parte di Vodafone.
Esser, all’epoca amministratore delegato del gruppo tedesco, aveva incassato un bonus da 30 milioni di euro, dopo avere dato il via libera all’offerta pubblica di acquisto, da oltre 100 miliardi di euro, lanciata dall’operatore britannico sulla sua società. All’intero consiglio di amministrazione e ad altri top manager del gruppo sarebbero stati corrisposti, in totale, circa 100 milioni di euro.
La magistratura ritiene che i maxi-bonus, autorizzati dal consiglio di sorveglianza della Mannesmann in cui sedevano anche Ackermann, attuale numero uno di Deutsche Bank, e Zwickel, potente capo del sindacato IG Metall, in realtà siano stati una sorta di ricompensa a Esser e agli altri top manager per avere cambiato atteggiamento sulla natura dell’opa, inizialmente giudicata ostile, e avere infine consigliato agli azionisti di aderirvi, non senza però aver fatto alzare la posta a Vodafone.
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