“La chiusura dello stabilimento di Portovesme è una decisione assurda ed inaccettabile, in netta contraddizione con gli impegni che la multinazionale americana aveva assunto qualche anno fa con il governo italiano e con il sindacato circa la volontà di proseguire e dare continuità produttiva ed occupazionale al sito industriale sardo”. E’ quanto sostiene in una nota il Segretario Confederale della Cisl Luigi Sbarra.
“La scelta di Alcoa significa in pratica, per l’industria sarda ed italiana – precisa il sindacalista della Cisl – la fine del ciclo dell’alluminio e la perdita di un asset fondamentale per il tessuto produttivo del nostro paese. Inoltre non è possibile attutire il devastante effetto sociale della chiusura del sito sardo che dà lavoro, fra diretti (oltre 500) e indotto, a circa un quarto degli occupati dell’area industriale, in un territorio che ha già tassi di disoccupazione ben oltre la media nazionale”.
“La Cisl -conclude Sbarra – chiede quindi all’azienda di sospendere ogni iniziativa e al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera e al presidente del Consiglio, Mario Monti, l’apertura urgentissima , come peraltro già richiesto dalle categorie e dalle confederazioni sindacali, di un tavolo di negoziato con l’azienda, i sindacati e i rappresentanti delle Istituzioni sarde”. (LF)
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