Scioperi di massa in India per protestare contro le riforme del lavoro e i piani di privatizzazione del governo. Circa 10 milioni di lavoratori, dipendenti d’imprese statali, di banche, di compagnie d’assicurazioni e del settore finanziario, sono sfilati in molte città del paese. La Cisl Internazionale (Icftu) s’è impegnata a sostenere pienamente una delle sue affiliate nel paese, la Hind Mazdoor Sabha (Hms) che ha preso parte alle proteste.
La giornata di protesta fa seguito al ripristino, nel febbraio 2002 da parte del gabinetto ministeriale indiano, di riforme contenute in una legge di 55 anni fa che accresce la precarietà occupazionale dei lavoratori indiani. La nuova legislazione dovrà avere il via dalla prossima seduta della camera bassa del Parlamento indiano (in cui le discussioni dovrebbero incentrarsi sul prossimo budget). Per il partito di coalizione Bharatiya Janata, a capo del governo, non sarà tuttavia semplice agevolare il passaggio a tali riforme alla camera alta del parlamento, dato che non ha la maggioranza.
I sindacati protestano altresì contro il piano del governo volto a privatizzare un certo numero di compagnie dirette dallo Stato, coinvolte in settori come quello delle auto, delle comunicazioni, del petrolio o della metallurgia. L’appello allo sciopero è stato lanciato anche nei cantieri navali.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu























