Sei ondate di calore da maggio a settembre e, alla vigilia dell’avvio delle lezioni, le scuole continuano a essere inadeguate ad accogliere studenti e personale. Per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza, il ministro Valditara ha previsto lo stanziamento di 20 milioni di euro per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento. Ma per la Flc Cgil «non è una risposta efficace», quanto piuttosto tardiva. Il Ministero, denuncia il sindacato, ha avuto tre mesi per coinvolgere Comuni, Province e Città metropolitane, nell’ambito delle rispettive competenze. «Eppure al primo di settembre le scuole si trovano in gravi difficoltà nell’accogliere alunni e personale. Se non ci sono i presupposti per rispettare adeguate condizioni di sicurezza e se le temperature sono troppo alte in classe, non è possibile fare scuola. Sarà necessario che i dirigenti scolastici, RLS di scuola, Collegi e Consigli di istituto rappresentino agli enti locali la necessità di sospendere le lezioni per causa di forza maggiore».
Per la Federazione dei lavoratori della conoscenza della Cgil il problema non si risolve certo con 20 milioni di euro. «Dopo aver sprecato l’occasione di rendere efficaci i finanziamenti del Pnrr per l’efficientamento energetico – continua la nota -, il ministro dimostra ora di non avere chiara l’entità della spesa necessaria». Conti alla mano, infatti, osserva il sindacato, con 20 milioni di euro da ripartire tra le 45.669 sedi scolastiche distribuite nel Paese si arriva alla cifra di 437,93 euro per plesso e, considerando la distribuzione per classe, i 20 milioni di euro, ripartiti tra le 350.000 classi, rappresentano un contributo di circa 57 euro per aula, utili probabilmente per l’acquisto di un ventilatore.
«Questo ministro e questo Governo, invece di provvedere a un ventilatore per classe, dovrebbero avere l’ambizione di strutturare un efficientamento energetico e una riqualificazione strutturale delle scuole, gli edifici pubblici più frequentati nel Paese, e impostare un piano per affrontare in modo sostenibile e lungimirante le condizioni climatiche estreme che stiamo vivendo», conclude la nota.




























