Il presidente americano George W. Bush ha deciso di imporre dazi del 30% sui tipi di acciaio più comunemente importati negli Stati Uniti.
La decisione, destinata a creare tensioni coi maggiori partner commerciali degli Usa in Europa e in Asia (e che potrebbe anche innescare un meccanismo di ritorsioni), sarà ufficialmente annunciata nelle prossime ore. Le aziende siderurgiche americane sollecitavano dazi del 40% per quattro anni su una larga gamma dell’import siderurgico. Esse attribuiscono all’impatto dell’import di prodotti a basso costo 31 fallimenti di aziende americane dal 1997 a oggi e cercano di ottenere una temporanea «protezione» in base alla legge sul commercio americana.
Secondo fonti congressuali, che confermano e integrano indicazioni di stampa insistenti da giorni, i dazi del 30%, decisi al termine di una complessa procedura, dovrebbero colpire, fra l’altro, l’import da Giappone, Corea del Sud, Brasile, Russia e Ucraina, oltre che da Paesi europei e da Canada e Messico, che pure sono legati agli Stati Uniti dal Nafta (l’accordo di libero scambio del Nord America).
Numerosi Paesi in via di sviluppo sarebbero, invece, esentati dai dazi.
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