Allarme occupazione all’Ocse. A lanciarlo è il Tuac, la commissione sindacale consultiva presso l’organizzazione parigina, che in un documento richiama l’attenzione sul numero crescente dei senza lavoro, e chiede ai governi interventi urgenti.
“Nonostante i recenti positivi indicatori economici negli Usa, le tre principali regioni industrializzate si trovano ancora di fronte a prospettive di crescita fragile o ad una ripresa senza lavoro come quella conosciuta dagli Stati Uniti all’inizio degli anni ’90”, scrive il Tuac in un documento che consegnerà alla riunione ministeriale che si apre nel pomeriggio. “Nei paesi Ocse – sottolinea – i disoccupati dovrebbero arrivare quest’anno a 35,5 milioni, il livello più alto degli ultimi 5 anni, e 4 milioni in più che nel 2000. Nei paesi in via di sviluppo e in quelli emergenti poi – aggiunge – la disoccupazione e la sottoccupazione, già endemica, sembra di nuovo in aumento: circa 2,8 miliardi di persone vivono in condizioni di estrema povertà, e in 59 paesi le risorse sono inferiori a quelle di venti anni fa”.
Per questo il movimento sindacale – che stamane assieme all’analoga commissione composta dagli imprenditori ha incontrato il presidente di turno della ministeriale, il premier belga Guy Verhofstadt – invita i governi ad agire immediatamente ed indica alcuni punti tra i quali l’avvio di misure necessarie per aumentare crescita ed occupazione sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo e per la stabilità dei cambi; il sostegno di un piano di azione per accrescere gli investimenti e una gestione dei cambiamenti sui luoghi di lavoro che sia accettabile dalla comunità; e il rafforzamento delle regole sui paradisi fiscali, la corruzione e il governo delle imprese.
Il documento dei sindacati arriva su un tavolo della ministeriale Ocse che proprio di crescita e commercio dovrà occuparsi alla riunione dei rappresentanti dei 30 paesi che aderiscono all’organizzazione si affronteranno infatti le iniziative da intraprendere per sviluppare l’economia e gli scambi. “La sensazione generale è che possiamo aspettarci la ripresa nella seconda metà dell’anno, ma dobbiamo essere molto prudenti”, ha detto Verhofstadt. Per l’Italia sono presenti il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano e il vice ministro dello stesso dicastero, con delega al Commercio estero, Adolfo Urso.
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