La Conferenza Onu di Johannesburg si avvia verso le conclusioni, dopo la sigla dell’ Implementation Plan , cioè il documento che riassume gli impegni degli Stati in tema di sviluppo sostenibile e che accompagnerà la dichiarazione conclusiva che sarà sottoscritta dai capi di Stato. Da sottolineare la parte che accoglie le sollecitazioni della Cisl Internazionale in relazione alla necessità che l’incremento dell’occupazione, fondamentale per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, venga ottenuto rispettando i diritti e le tutele sanciti dalle convenzioni dell’Oil.
La Ces, da parte sua, ha sottolineato, alla vigilia della conclusione del Summit e prima che venga sottoscritto l’ Implementation Plan e la dichiarazione conclusiva, che il progresso economico non sarà sostenibile nè la riduzione della povertà e l’eliminazione delle diseguaglianze tra i popoli saranno realizzabili senza il contributo fondamentale del sindacato e senza adeguate politiche attive del lavoro. La Ces ha chiesto alla Commissione europea e ai Governi che nella dichiarazione politica finale venga sottolineata l’importanza di realizzare quadri nazionali istituzionali in grado di garantire uno sviluppo socialmente compatibile.
In questa prospettiva la Ces ritiene di cruciale importanza i seguenti punti.
– Priorità nella creazione di un lavoro dignitoso;
– rafforzamento dei diritti fondamentali dei lavoratori quale elemento essenziale della dignità umana;
– sostegno ai diritti delle donne in particolare per quanto concerne la salute e la parità sul lavoro;
– La centralità dell’informazione e della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
– La necessità di richiamare i contenuti dei summit precedenti in materia di politiche sociali.
La Ces chiede ai governi europei un piano economico finanziario di riforma dei meccanismi di sussidio all’agricoltura che danneggiano i Paesi in via di sviluppo e di accelerare l’obiettivo dell’0,7% del Pil da destinare alla cooperazione mondiale. Chiede, inoltre, di promuovere a livello internazionale tutte le iniziative che permettano una rapida ed effettiva applicazione del protocollo di Kyoto, di assicurare l’uso razionale dell’energia incrementando quelle rinnovabili e la responsabilità sociale delle imprese.
A parere della Confederazione europea dei sindacati, i testi conclusivi della conferenza hanno dato un peso eccessivo agli aspetti commerciali rispetto alla dimensione sociale e ambientale e, pertanto, chiede che nella dichiarazione conclusive tale equilibrio venga modificato.
La Ces, per il dopo conferenza, ha un piano ambizioso e lavorerà per meccanismi produttivi che sempre più valorizzino gli aspetti sociali.
Questo corrisponde pienamente alle aspettative del sindacato italiano che, in una nota unitaria alla segreteria della Ces, ha sottolineato l’esigenza che il dibattito del prossimo congresso della Confederazione europea dei sindacati dia spazio adeguato ai temi ambientali e dello sviluppo sostenibile. Ma anche la necessità di incrementare le risorse e le iniziative sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile, in coerenza con le risoluzioni del Comitato esecutivo della Ces del Giugno 2001 e del Giugno 2002, anche attraverso il rafforzamento della struttura.
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