La nuova scadenza del 2006 per il raggiungimento di una posizione di bilancio vicina al pareggio si accompagna all’obbligo di diminuire almeno di mezzo punto percentuale l’anno il deficit strutturale, quello cioè depurato dagli effetti del ciclo economico.
Lo ha rimarcato oggi il portavoce del commissario Ue agli Affari monetari ed economici Pedro Solbes, rilevando che l’obbligo di tenere conto degli aggiustamenti congiunturali eviterà che gli Stati membri si “nascondano” dietro un rallentamento dell’economia per giustificare un ritardo nel ritorno dell’equilibrio.
“Un accordo sugli aggiustamenti strutturali, implica che nessuno possa nascondersi dietro l’andamento congiunturale per non mettere il proprio bilancio in ordine”, ha detto Gerassimos Thomas. Per il ‘close to balance’, a pesare di più saranno i deficit strutturali, mentre il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil previsto dal Patto di stabilità resterà calcolato sui deficit nominali.
Le nuove regole saranno sottoposte ai ministri delle Finanze della zona dell’euro nella riunione dell’Eurogruppo del 7 ottobre prossimo, a Lussemburgo.
Thomas ha ribadito che il Patto di stabilità resta “l’ancora” dell’Unione monetaria europea. Gli strumenti previsti dal Patto restano “adeguati e sufficienti” per garantire il raggiungimento degli obiettivi. “Non vogliamo costruire un’Unione monetaria basata sulle sanzioni. Le sanzioni sono l’ultima risorsa”, ha detto Thomas, ricordando che il sistema di ‘peer pressure’ (pari pressione esercitata da ogni singolo Paese sui comportamenti dei partner) ha garantito stabilità e disciplina.
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