In un ipotetico calendario del 2026, appeso al muro nelle sedi nazionali dei sindacati italiani dei metalmeccanici, la data cerchiata in rosso è ancora la stessa: quella di giovedì 21 maggio. Per quella data, infatti, è stato annunciato l’Investor Day di Stellantis, ovvero il giorno in cui il Ceo della multinazionale dell’auto, Antonio Filosa, esporrà, dalla sede di Auburn Hills, nel Michigan, le linee fondamentali del suo nuovo piano industriale.
E’ da ciò che sarà detto in tale occasione, che investitori, sindacalisti e osservatori del mondo dell’auto si aspettano di poter capire a quale strategia lo stesso Filosa intenda affidarsi per risalire la china e portare la grande casa automobilistica fuori dalla crisi in cui è precipitata nel 2024. Avere di fronte a sé una strategia ben delineata, è infatti un punto fondamentale per poter definire il proprio che fare. E’ quindi più che comprensibile l’interesse che anima l’attesa per la data sopra ricordata.
Intanto, però, qualcosa si comincia a intravedere. Perché non si può dire che, mentre elabora i suoi piani, Filosa, entrato in carica a fine giugno dello scorso anno, se ne stia con le mani in mano.
Proprio oggi, 10 aprile, il Ceo di Stellantis ha rivendicato, via social, gli ottimi risultati già conseguiti nelle vendite nei mesi più recenti. Dopo le buone notizie relative agli Stati Uniti, Filosa ha affermato che la multinazionale da lui guidata ha “consolidato” la sua “leadership” nei principali Paesi del Sud America, ovvero in Brasile e in Argentina. Lo stesso Filosa ha poi parlato di crescita anche per ciò che riguarda l’Europa.
Queste valutazioni, ancorché ancora sommarie e, comunque, di parte, ci consentono di inserire in un quadro più ampio le informazioni fornite ieri dalla Fim, il sindacato dei metalmeccanici della Cisl, nella conferenza stampa in cui ha presentato i risultati del suo ormai consueto rapporto trimestrale sull’andamento di produzione e occupazione negli stabilimenti italiani di Stellantis. Rapporto da cui abbiamo appreso che, nel primo trimestre del corrente anno, la produzione di autoveicoli sfornati dai suddetti stabilimenti è cresciuta del 9,5%.
Anche qui non c’è ancora molto da festeggiare, dato che questo +9,5% segna sì una crescita apprezzabile, ma segna anche una crescita rispetto a ciò che è stato fatto nel 2025, ovvero in un anno che, senza esagerare, può essere considerato come disastroso.
E’ comunque interessante apprendere che questa insperata crescita, realizzata negli stabilimenti del principale gruppo automobilistico attivo nel nostro Paese, non costituisce un fatto isolato, ma, al contrario, un fatto che si inserisce in due più ampie, quanto parallele, tendenze.
Da un lato, come abbiamo appena detto, questa crescita italiana di Stellantis fa parte di una ripresa globale della multinazionale automobilistica. Dall’altra, però, fa anche parte di una ripresina industriale manifestatasi nel nostro Paese.
Proprio oggi, l’Istat ha comunicato che in Italia, a tutto il febbraio del corrente anno, la produzione industriale è cresciuta dello 0,1% in termini congiunturali, ovvero rispetto al gennaio di questo stesso anno. Una crescita quasi impercettibile, si dirà. Il che è certamente vero. Tuttavia, va anche sottolineato che, sempre secondo l’Istat, i risultati produttivi del febbraio 2026, se considerati in termini tendenziali, ovvero rispetto al febbraio 2025, segnano una crescita un po’ più significativa, pari al +0,5%.
Concludendo: può darsi che la convergenza dei diversi dati positivi relativi a Stellantis fin qui riportati sia frutto solo di una serie di coincidenze temporali. Per adesso, non possiamo fare altro che dire: vedremo.
Ma pensiamo anche di poter aggiungere che la prudenza con cui ieri il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, ha offerto alla stampa le sue informazioni va apprezzata. Uliano, infatti, non si è limitato a comunicare i dati elaborati dalla sua organizzazione, ma ha anche insistito sul fatto che Stellantis deve accelerare la sua azione volta spingere alla ripresa le capacità produttive dei suoi stabilimenti italiani. Lo chiedono i lavoratori dipendenti di Stellantis, che vorrebbero essere più attivi nel presente e più sicuri del proprio futuro, come i lavoratori delle numerose imprese dell’indotto, che hanno vissuto e vivono giorni ancora più preoccupanti.
Fernando Liuzzi




























