Sciopero nazionale dei tassisti in gran parte delle città italiane, da Nord a Sud, dalle 8 alle 22. La categoria protesta contro il governo e l’ingresso, che definisce sempre più invasivo, delle multinazionali nel settore. Una ventina le sigle aderenti. Manifestazione in piazza Montecitorio con cori, bandiere, esplosione di petardi e slogan contro la premier Giorgia Meloni definita “l’americana”.
“‘Giorgia Meloni tu vuo fa l’americana ma sei nata in Italy. Dove paga le tasse Uber?”, uno dei cartelli esposti dalla categoria. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine. Chiusa la piazza davanti a Palazzo Chigi. Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali, ha denunciato di essere stato aggredito con sputi e calci, insieme a Ivan Grieco quando si sono avvicinati alla piazza con Pos e cartelli con scritto “basta lobby”: “È inconcepibile – ha detto – che una delle lobby più tutelata d’Italia protesti chiedendo ancora più privilegi”.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha convocato per il 14 gennaio le sigle sindacali che hanno organizzato la protesta.
“Uno sciopero contro i consumatori”. Così il Codacons boccia la protesta indetta per oggi dalle sigle sindacali dei tassisti. “Ancora una volta la categoria dei taxi dimostra di essere una lobby che vuole stabilire le regole unicamente a proprio vantaggio, usando il paravento degli utenti per portare avanti le proprie rivendicazioni – spiega il Codacons – La verità è che si vuole ostacolare ogni forma di concorrenza in favore dei consumatori, impedendo l’ingresso di nuovi operatori e il rilascio di nuove licenze, che porterebbero a maggiore scelta per gli utenti e ad una riduzione delle tariffe nel settore a tutto vantaggio della collettività e del mercato”.





























