Negli ultimi anni la cultura aziendale si è sviluppata in maniera negativa dando spazio ad un aumento dello “stress” sui luoghi di lavoro e a fenomeni di mobbing.
Lo denuncia in Lussemburgo il sindacato OGBL sottolineando che su questo tema si è sempre impegnato con continuità e discrezione. A determinare un peggioramento della situazione e a rendere più che mai “attuale” il problema, è stata la concorrenza e quindi la spinta a prestazioni sempre maggiori. L’effetto sui lavoratori è stato “disastroso”.
“Il problema non puo’ risolversi da solo e chi ne è vittima deve essere protetto” sostiene il sindacato che già nel passato ha più volte sollecitato una legge in materia, anche se “fino ad oggi niente è stato fatto”.
Poiché tutti gli interventi presso governo e ministeri competenti non hanno avuto risultato, il sindacato chiede ora una iniziativa dei deputati per portare una legge in Parlamento “per combattere il fenomeno” sulla base di una proposta preparata con la collaborazione dell’OGBL. “Ritardi non sono più possibili –si dice- perché il problema ha raggiunto una dimensione che puo’ essere affrontata solo sul piano legislativo. Ma per impedire che lo stress sui luoghi di lavoro diventi una “isteria di massa” occorrono sia strumenti legislativi che adeguate professionalità: medici, psicanalisti, giuristi ecc. In nome di un mondo del lavoro “sano” dirigenti e lavoratori dovrebbero essere motivati a collaborare insieme.
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