Gli indicatori di luglio del mercato del lavoro “sono abbastanza positivi, soprattutto se confrontati con lo stesso mese dello scorso anno. E` anche vero, però, che siamo ben lontani dal poter parlare di uno stato di benessere della nostra occupazione”. A sottolinearlo è il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, commentando i dati diffusi dall’Istat.
“Seppur in presenza di un calo del tasso di disoccupazione e di inattività, i numeri assoluti, ci parlano di oltre 3 milioni di disoccupati, di cui 600 mila giovani”, ha spiegato.
Osservando, inoltre, i dati del II trimestre di quest`anno, “sul tipo/qualità di occupazione che viene fotografata, notiamo come in quell`aumento dell`1,1% dell`occupazione dipendente, la crescita dei contratti permanenti sia molto più bassa di quelli a termine (rispettivamente +0,7% e + 3,3%) nonostante le ingenti risorse stanziate sull`esonero contributivo e l`introduzione del contratto a tutele crescenti”.
Poi “preoccupano il dato sulla continua crescita del part-time involontario, l`invarianza, rispetto al II trimestre del 2014, del numero delle persone in cerca di occupazione (che continua ad attestarsi a 3,1 milioni di disoccupati) e l`alto tasso di disoccupazione del Mezzogiorno (20,2%), in larga parte causato da una prolungata assenza di politiche volte al rilancio di quest`area, che lo continua a distanziare fortemente dal resto d`Italia”, ha concluso.



























