In amministrazione controllata dallo scorso dicembre e con un esercizio fiscale 2002 chiuso perdendo 3,2 miliardi di dollari, United Airlines punta adesso a guadagnare fette di mercato lanciando una linea a basso costo.
La nuova creatura – presentata nelle scorse ore alle unioni sindacali e battezzata ‘Starfish’ – avrà un proprio management, una propria forza lavoro e una proprio capitale ma sarà integrata nel network United, ne userà il marchio e i programmi per i viaggiatori abituali.
Per ora solo proposta alle organizzazioni sindacali – che sembrano poco contente dell’idea temendo una distrazione dall’attività principale della compagnia aerea e una erosione di quanto ancora presente nelle casse dell’azienda – ‘Starfish’ viene considerata dai vertici di United quasi irrinunciabile: il 70% del traffico aereo della società viene infatti sfidato dai più competitivi voli a basso costo e, proprio la settimana scorsa, la rivale Delta ha varato il suo vettore a tariffe scontate, ‘Song’.
Nei piani del management di United Airlines – impegnata nella riorganizzazione per uscire prima possibile dalla procedura fallimentare del Capitolo 11 – l’azienda avrà quattro aree di lavoro ben distinte: i servizi aerei classici; la linea a basso costo; l’espansione dei voli regionali con aerei più piccoli e scali in città minori; lo sviluppo delle alleanze con partner interni ed esteri.
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