Si è tenuto mercoledì 2 aprile, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’incontro sulla vertenza Beko in cui i sindacati dei metalmeccanici hanno registrato “alcuni passi in avanti”, in particolare su incentivi all’uscita, ammortizzatori sociali conservativi e impegni assunti dal Governo.
Secondo quanto riferito da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, il Mimit ha difatti dichiarato di aver aperto la due diligence con Invitalia per poter procedere alla acquisizione del sito di Siena. “Anzi – specificano – Invitalia e il Comune di Siena dovranno stipulare un protocollo di intesa al fine di comprare l’immobile, realizzare la reindustrializzazione del sito e favorire lo sviluppo del territorio”.
Quanto agli ammortizzatori sociali, proseguono, “vi è un generale impegno a usare strumenti conservativi, tali da escludere i licenziamenti. Le uscite avverranno solo su base volontaria, o più precisamente non oppositiva”.
Sugli incentivi, la Direzione di Beko ha formulato una nuova proposta “tenendo conto almeno in parte dei rilievi sindacali, alzando gli importi e semplificando lo schema di calcolo, fino a un massimo per gli ultracinquantenni che non agganciano la pensione di 18 mensilità o 85.000 euro”. L’azienda ha inoltre confermato l’attribuzione di un nuovo prodotto a Comunanza (entro tre mesi) come da richiesta sindacale.
Sono state proposte delle bozze di testo su cui proseguire il confronto e sciogliere alcuni nodi irrisolti al prossimo incontro del giorno 8 aprile, come la valorizzazione complessiva degli importi degli incentivi e di alcuni asset impiegatizi. A valle dell’incontro si terranno assemblee in tutti i luoghi di lavoro per valutarne, insieme ai lavoratori, i contenuti.




























