“Fiat non può cambiare i patti del 23 dicembre scorso, se lo facesse rimetterebbe in si cererebbe un problema dell’affidabilità dei vertici del Lingotto”. Lo denuncia il segretario nazionale della Fim Cisl, Bruno Vitali. “Secondo alcune indiscrezioni – dice – l’indecisione Fiat sarebbe dovuta al cambio sfavorevole euro-dollaro ma il discorso non regge, visto che oggi siamo sugli stessi livelli di cambio di quando firmammo l’accordo.E anche allora era chiaro che il principale mercato di sbocco per le produzioni di Mirafiori sarebbe stato quello del nord America”.
“Forse Fiat – prosegue – teme che la perdurante crisi economica freni le vendite, ma ciò non è sufficiente, ne giustifica un cambio delle carte in tavola. Se così fosse, dovremmo concludere che Marchionne è vittima della stessa sindrome del Governo che sconfessa il giorno dopo ciò che decide il giorno prima”. (LF)
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