La WorldCom Inc., un gigante delle telecomunicazioni, ha presentato a un tribunale di New York richiesta di bancarotta, in base al cosiddetto Capitolo 11 del diritto societario degli Stati Uniti.
Il passo era atteso ed era stato ufficialmente preannunciato poche ore prima dell’atto formale. Il ricorso all’Articolo 11 consentirà all’azienda di continuare a funzionare. Si pensa che l’impatto sui clienti sia, almeno inizialmente, limitato. La bancarotta della WorldCom è l’ultima di una serie di repentini crolli di aziende nell’economia americana e segna il maggiore collasso d’un’azienda nella storia americana. Con il crollo della WorldCom si allunga la catena dei dissesti a Wall Street: la WorldCom ha beni per 100 miliardi di dollari, debiti per 30 miliardi di dollari. La bancarotta della WorldCom, una compagnia con 85 mila dipendenti, è stata innescata dalla rivelazione, circa un mese fa, che il gigante telefonico aveva omesso di contabilizzare in modo corretto spese per 3,85 miliardi di dollari.
La WorldCom è stata incriminata per frode dalla Sec, la Consob degli Usa, e deve affrontare una lunga serie di azioni legali da parte di diversi fondi pensione.
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