Anche oggi, nonostante l’intesa sulla ripresa delle trattative fra le parti a partire da venerdì prossimo, sono proseguiti nell’est della Germania gli scioperi dei metalmeccanici per la settimana lavorativa di 35 ore.
Interessati dalla protesta sono soprattutto gli stabilimenti dei Laender del Brandeburgo e di Berlino. I lavoratori coinvolti sono circa 10 mila. Come ha riferito il sindacato di categoria Ig Metall, non si sciopera invece nella fabbrica ZF per limitare al massimo le conseguenze negative sugli impianti automobilistici dell’ovest del Paese. Tale stabilimento infatti produce pezzi e componenti destinati a importanti fabbriche quali Bmw e Volkswagen. Per le mancate forniture, la Bmw ha sospeso da lunedì la produzione negli impianti di Monaco di Baviera e Regensburg (Ratisbona), dove si fabbricano i modelli della terza serie. Una portavoce ha detto stamane che il ritmo normale di produzione potrà essere ripreso a partire da lunedì prossimo.
Anche la Volkswagen, il maggiore produttore europeo di automobili, ha minacciato di fermare la produzione dal fine settimana dei modelli Lupo e Golf a Wolfsburg se gli scioperi dovessero continuare.
Ieri sindacato e datori di lavoro avevano annunciato la ripresa delle trattative, interrotte il 12 maggio, a partire da venerdì. Per preparare la nuova sessione negoziale si incontreranno domani per un colloquio esplorativo il leader di Ig Metall, Klaus Zwickel, e il presidente dell’associazione dei datori di lavoro del settore (Gesamtmetall) Martin Kannegiesser.
Il luogo dell’incontro non è stato precisato.
Lo sciopero dei metalmeccanici dell’est – che sono in tutto circa 310 mila – va avanti da oltre tre settimane e sta provocando serie ripercussioni sull’industria automobilistica. I metalmeccanici dei Laender ex comunisti chiedono la settimana lavorativa di 35 ore al pari dei colleghi occidentali.
Attualmente all’est infatti, a parità di salario, si lavora tre ore in più. I datori di lavoro sono contrari per ragioni di produttività e di differente situazione generale economica all’est.
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