I fondi pensione delle principali 100 società della Gran Bretagna hanno accumulato un deficit complessivo di ben 77 miliardi di sterline (circa 115 miliardi di euro), un livello che sfiora la somma degli utili delle aziende stesse.
È quanto emerge da un rapporto diffuso oggi dalla banca d’affari Credit Suisse First Boston, secondo cui nel 2000 le pensioni aziendali registravano un surplus di 80 miliardi di sterline. L’attuale disavanzo, spiega lo studio, è stato provocato soprattutto dal crollo del mercato azionario. Negli ultimi due anni, infatti, il listino FT-100, ha perso quasi la metà del suo valore.
La situazione appare ancor più disastrosa per le 160 piccole e medie aziende incluse nell’indagine CSFB, il cui deficit pensionistico ammonta al 133% dei loro utili operativi. Se il piano pensione di una società è in rosso, la società dovrà scegliere se continuare a pagare, attingendo dai suoi utili, o se chiuderlo.
Secondo un altro studio, realizzato dalla società Incomes Data Services su 339 piani pensione aziendali, ha evidenziato che i contributi pensionistici dei datori di lavoro sono aumentati del 25% nell’arco degli ultimi due anni, passando da 5,3 miliardi di sterline nel 2001 a 6 miliardi di sterline l’anno scorso.
Durante il boom degli anni Novanta, invece, molte società avevano interrotto il flusso di contributi, grazie ai forti incrementi del valore degli investimenti.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























