Raffaella Vitulano
La Commissione europea ritiene che l’obiettivo dell’Italia di raggiungere una posizione ”vicina al pareggio di bilancio” nel 2004 ”non sia ottenibile” e sostiene che ”in assenza di misure aggiuntive a quelle già proposte il deficit di quell’anno potrebbe superare il 3,0% del Pil”.
Lo afferma la Commissione Ue in una nota in cui illustra la valutazione sul programma di stabilità dell’Italia che invierà al Consiglio Ecofin. L’esecutivo Ue non prevede tuttavia alcuna iniziativa formale nei confronti dell’Italia a differenza di quelle proposte per Germania e Francia, ma intende stabilire ”sentieri di riduzione del debito ed impegni di comune accordo che siano rispettati”.
Il commissario Ue Pedro Solbes ha oggi ricordato che la Commissione presenterà in futuro un documento su come interpretare il criterio del debito in seno alla procedura di deficit eccessivo prevista dal Trattato. Non ci sono posizioni ufficiali, ma a livello personale Solbes ha indicato in passato che nei paesi ad elevato debito un ritmo di riduzione di 4-5 punti percentuali l’anno sarebbe auspicabile.
Il commissario europeo ha anche sottolineato che ”il problema del debito, per l’Italia come per gli altri paesi, non è puramente formale, ma di fondo: esiste infatti la necessità di ridurre gli oneri finanziari in vista dei problemi legati all’invecchiamento delle popolazioni, che già cominceranno ad emergere nei prossimi anni”.
La Commissione non vuole conoscere nello specifico dall’Italia quali saranno le ”misure addizionali”, ma ”quali sono le ipotesi di politica economica dietro le cifre di bilancio” presentate nel Programma di stabilità. È questo, secondo Pedro Solbes, il senso della proposta – che la Commissione Ue indirizza al Consiglio Ecofin al 21 gennaio – secondo cui l’Italia dovrebbe fornire informazioni aggiuntive sulle misure che intende adottare per centrare gli obiettivi del 2004 e degli anni successivi. Solbes ha sottolineato che il programma italiano, contrariamente a quanto previsto dal codice di condotta europeo sui piani di stabilità, non fornisce tutte le informazioni necessarie per una sua adeguata valutazione. ”Abbiamo le cifre – ha osservato – ma non sappiamo come ci si arriva. È quello che ci interessa, non altro. E credo che sarà relativamente facile farlo entro marzo”.
Rispondendo in conferenza stampa a chi gli chiedeva delucidazioni sulla richiesta di informazioni aggiuntive entro la fine di marzo che la Commissione propone all’Ecofin di indirizzare all’Italia, Solbes ha precisato: ”La nostra richiesta è che da qui a marzo l’Italia che ci invii delle informazioni, non che adotti delle misure. Nel programma di stabilità ci sono delle cifre che ovviamente partono da dei presupposti di cui non abbiamo conoscenza. Vorremmo quindi sapere le motivazioni soggiacenti a queste cifre, questo e nient’altro. Non siamo noi a proporre misure aggiuntive”.
Se l’Italia non fornisse nei tempi previsti le informazioni che le saranno sollecitate – ha concluso – ”si tratterebbe di una netta violazione del codice di condotta. La Commissione, in quel caso, informerebbe sia l’Ecofin che l’Eurogruppo e, come avviene in altri casi, scatterebbe la pressione dei partner sull’Italia”.
Resta infatti ”intoccabile” per l’esecutivo di Bruxelles l’ancora nominale rappresentata dal tetto del 3,0% di deficit.



























