Il turismo non è più soltanto un settore economico, ma un ecosistema articolato e dinamico in cui convergono tecnologia, sostenibilità, finanza e creatività, capace di attivare filiere produttive trasversali. Un mercato sempre più attrattivo per operatori e investitori internazionali che per essere competitivo necessita di strategie industriali e strumenti finanziari adeguati. È il messaggio emerso oggi a Palazzo Grazioli, nel corso del convegno organizzato da Federturismo Confindustria “Investire nel turismo italiano. Capitali, strategie e prospettive di crescita”, aperto dall’intervento della Presidente Marina Lalli e alla presenza del Ministro del turismo Gianmarco Mazzi.
I numeri confermano la fase espansiva del settore: nel 2025 il turismo ha raggiunto circa 237 miliardi di euro di Pil, contribuendo per oltre il 13% all’occupazione nazionale, con 479 milioni di presenze (+2,3%). A trainare la crescita sono stati soprattutto i flussi internazionali che hanno generato più di 60 miliardi di euro di spesa. Le prospettive per il 2026 restano positive, sostenute anche da nuovi investimenti.
“Una crescita che, tuttavia, da sola non basta – ha sottolineato la Presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli. “Il settore resta esposto alle dinamiche globali e alle crisi geopolitiche, mentre la competizione internazionale si intensifica. Da qui l’esigenza di un approccio integrato che punti su infrastrutture digitali e sostenibili, innovazione dell’offerta e strumenti fiscali adeguati.”
Gli scenari della spesa turistica internazionale; gli investimenti globali e le opportunità per l’Italia, oltre che gli strumenti per attrarre capitali e sostenere la crescita delle imprese sono stati i temi al centro della tavola rotonda moderata da Dario Maltese, giornalista e conduttore del TG5. Dagli interventi è emerso come negli ultimi anni si sia assistito a una crescente diversificazione delle fonti di finanziamento: ai tradizionali prestiti bancari si affiancano oggi fondi di investimento, partenariati pubblico-privati e modelli asset-light che aumentano la flessibilità delle imprese.
In questo contesto, finanza e credito assumono un ruolo sempre più strategico, diventando fattori abilitanti per lo sviluppo del turismo. Garantire un accesso più equo e consapevole alle risorse finanziarie significa sostenere un settore che contribuisce in modo determinante alla valorizzazione economica e culturale dei territori.



























