“Un giovane resta o torna, se trova lavoro buono. Se trova formazione di qualità e vede percorsi professionali credibili. Se ha servizi, trasporti, connessioni, sanità, cultura, casa, possibilità di vita”. Altrimenti, non c’è ‘’radice’’ che lo possa trattenere. Daniela Fumarola interviene sul tema delicatissimo della fuga dei ragazzi dall’Italia, in cerca di migliori occasioni di vita e di lavoro. La segretaria generale della Cisl ha affrontato il tema nel corso di una iniziativa della Cisl Marche, centrata appunto sul ruolo delle giovani generazioni tra lavoro, economia, servizi, istruzione, impresa e impegno sociale.
Un problema, quello degli expat, che riguarda fortemente anche le Marche: “tra il 2019 e il 2025, in appena sei anni, la regione ha perso oltre 28 mila giovani. E le previsioni indicano un ulteriore e pesante arretramento”, ha ricordato Fumarola, definendolo “un dramma che mortifica il diritto a restare e, insieme, un restringimento della base generazionale su cui dovranno reggersi il sistema produttivo, il welfare, la tenuta dei territori, la cura degli anziani”. Per la leader Cisl, “la retorica del ritorno alle radici non basta. Le radici reggono se c’è terreno fertile. E il terreno fertile lo fanno le politiche pubbliche, gli investimenti, le imprese responsabili, la contrattazione, la qualità dei servizi”.
La ricetta, valida per le Marche ma anche per tutte le aree interne, per Fumarola non può essere “la somma di piccoli interventi scollegati ma una strategia di rigenerazione territoriale che tenga insieme sanità di prossimità, scuola, formazione, trasporto pubblico locale, infrastrutture fisiche e digitali, fiscalità di vantaggio, sostegno alle imprese, turismo in rete e collaborazione tra Comuni”. In questo quadro si colloca anche l’allargamento della ZES alle Marche e all’Umbria, misura che per la leader Cisl “può produrre valore solo se mette in sinergia risorse europee, fondi di coesione, investimenti privati, infrastrutture, filiere produttive e buona occupazione. Serve una crescita capace di trattenere competenze, sostenere le piccole e medie imprese, accompagnare le transizioni, rafforzare le filiere, ridurre gli squilibri territoriali”, ha concluso la segretaria Cisl.





























