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Home - Notizie del giorno - Inail nei primi 7 mesi crescono gli infortuni del 5,3%, in calo i casi mortali del 2%

Inail nei primi 7 mesi crescono gli infortuni del 5,3%, in calo i casi mortali del 2%

8 Settembre 2026
in Notizie del giorno, In evidenza
Inail, oltre 156mila contagi sul lavoro causa covid

Nei primi sette mesi dell’anno infortuni sul lavoro in crescita mentre i decessi mortali denunciati risultano in calo. E’ quanto emerge dai dati aggiornati dall’Inail. Le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail entro il mese di luglio sono state 368.085, in aumento del 5,3% rispetto alle 349.444 dello stesso periodo di un anno prima. I casi mortali denunciati, invece, sono stati rispettivamente 595 contro 607 (-2%).

Il confronto con i primi sette mesi del 2025 evidenzia, per la modalità in occasione di lavoro, un aumento delle denunce di infortunio (+4,9%) e un calo delle denunce di decessi (-2,3%), per la componente in itinere, si registra un incremento delle denunce di infortunio (+7,1%) e un calo dei casi mortali (-4,8%).

Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento luglio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), l’incidenza infortunistica passa dalle 1.175 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di luglio 2019 alle 1.052 del 2026, con un calo del 10,5%; rispetto a luglio 2025 si ha un aumento del 3,5% (da 1.016 a 1.052). In aumento del 16,6% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 69.796.

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi sette mesi del 2026 sono state 256.471, in aumento del 4,9% rispetto alle 244.495 del pari periodo 2025 (+3,7% sul 2024, +2,6% sul 2023, -27,7% sul 2022, +1,0% sul 2021, +7,2% sul 2020, -5,8% sul 2019). Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento luglio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.175 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di luglio 2019 alle 1.052 del 2026, con un calo del 10,5%. Rispetto a luglio 2025 si registra un aumento del 3,5% (da 1.016 a 1.052).

L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,1% del 2019 all’81,3% del 2026 (è stata dell’81,6% nel 2025).

A luglio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +5% nella gestione industria e servizi (dai 219.756 casi del 2025 ai 230.718 del 2026), un -0,8% in agricoltura (da 13.718 a 13.605) e un +10,2% nel Conto Stato (da 11.021 a 12.148). Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi la sanità e assistenza sociale (+6,8%), il trasporto e magazzinaggio e i servizi di supporto alle imprese (+3,6% entrambi), il commercio (+3,5%), le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+3%), le costruzioni (+2,1%) e il comparto manifatturiero (+1,6%).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nelle Isole (+9,8%), nel Nord-Ovest (+5,8%), al Centro (+5,2%), al Sud (+4,9%) e nel Nord-Est (+2,9%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la Sicilia e la Sardegna (+9,8% entrambe), il Lazio (+9,7%), il Molise (+9,0%) e la Campania (+8,1%), mentre i decrementi sono presenti solo nelle province autonome di Trento (-0,9%) e Bolzano (-0,02%) e in Liguria (-0,2%).

 

L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente femminile, che registra un +6,5% (da 77.973 a 83.014 casi), sia a quella maschile, con un +4,2% (da 166.522 a 173.457). Crescono le denunce dei lavoratori stranieri (+8,0%) e degli italiani (+3,9%). L’analisi per classi di età mostra incrementi generalizzati, in particolare tra i 60-69enni (+10,8%), tra i 20-29enni (+7,0%) e tra i 30-39enni (+5,4%).

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di luglio 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 422, 10 in meno rispetto alle 432 registrate nel 2025 (-13 casi sul 2024, -6 sul 2023, +11 sul 2022, -121 sul 2021, -179 sul 2020 e -10 sul 2019). Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 1,86 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di luglio 2019 a 1,73 del 2026 (-7,0%); rispetto a luglio 2025 la diminuzione è del 3,9% (da 1,80 a 1,73).

L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 72,2% del 2019 al 72,5% del 2026 (è stata del 72,0% nel 2025). La riduzione ha riguardato la gestione industria e servizi (da 365 a 362 denunce mortali) e l’agricoltura (da 64 a 55), mentre il Conto Stato sale da tre a cinque decessi. Tra i settori con più infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Costruzioni (da 67 a 76), i servizi di supporto alle imprese (da 16 a 28), la fornitura di acqua – reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (da 10 a 12), la sanità e assistenza sociale (da 4 a 11) e l’amministrazione pubblica (da 2 a 6), per i decrementi le attività manifatturiere (da 59 a 50), il trasporto e magazzinaggio (da 57 a 55), il commercio (da 42 a 32); le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione presentano 10 decessi in entrambi i periodi.

Dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 104 a 98), al Centro (da 81 a 77) e nelle Isole (da 46 a 44), e incrementi nel Nord-Ovest (da 110 a 111) e nel Nord-Est (da 91 a 92). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la Basilicata e l’Umbria (-6 ciascuna), l’Abruzzo (-4) e il Friuli-Venezia Giulia (-3), mentre per gli aumenti Emilia-Romagna e Calabria (+5 ciascuna), provincia autonoma di Trento e Lombardia (+2 ciascuna).

Il decremento rilevato nel confronto dei primi sette mesi del 2025 e del 2026 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 409 a 396.

In aumento i decessi per le lavoratrici (da 23 a 26).

Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 339 a 302), mentre aumentano quelle degli stranieri (da 93 a 120).

L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali tra i 20-39enni (da 65 a 79 casi), tra i 60-64enni (da 56 a 63), e riduzioni in particolare per i 40-59enni (da 255 a 229).

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di luglio 2026 sono stati 58.870, in aumento del 7,1% rispetto ai 54.979 del 2025 (+8,0% sul 2024, +15,7% sul 2023, +23,1% sul 2022, +51,6% sul 2021, +79,5% sul 2020 e +5,9% sul 2019). L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 16,9% del 2019 al 18,7% del 2026 (è stata del 18,4% nel 2025). A luglio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +7% nella gestione industria e servizi (dai 49.234 casi del 2025 ai 52.699 del 2026), un -9,7% in agricoltura (da 943 a 852) e un +10,8% nel Conto Stato (da 4.802 a 5.319). L’analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce nelle Isole (+10,9%), al Sud (+10,4%), nel Nord-Est (+8,8%), nel Nord-Ovest (+6,3%) e al Centro (+3,3%). Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano il Molise (+25,9%), la Calabria (+17,1%), l’Abruzzo (+16,1%), l’Emilia-Romagna (+14,8%) e la Liguria (+13,8%).

L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente maschile, che registra un +8,1% (da 28.401 a 30.695 casi), sia a quella femminile, con un +6% (da 26.578 a 28.175). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+9,4%) e quelle degli italiani (+6,4%).

L’analisi per classi di età mostra incrementi in tutte le fasce, in particolare per i 60-69enni (+11,6%), 20-29enni (+8,4%), 30-39enni (+6,9%) e 40-59enni (+5,4%).

Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 160 contro le 168 del 2025 (-8 casi), in aumento rispetto ai decessi registrati in tutti gli anni del quinquennio 2020-2024 e in riduzione sul 2019 (-6 denunce).

L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 27,8% del 2019 al 27,5% del 2026 (è stata del 28,0% nel 2025).

La gestione industria e servizi scende da 159 a 141 denunce mortali, l’agricoltura sale da otto a 17 e il Conto Stato da una a due. Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nord-Ovest (da 39 a 45) e nelle Isole (da 17 a 20) e cali nel Nord-Est (da 45 a 40), al Centro (da 38 a 33) e al Sud (da 29 a 22).

Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da 28 a 23, quelle dei lavoratori da 140 a 137. Calano le denunce dei lavoratori italiani (da 130 a 113), mentre aumentano quelle degli stranieri (da 38 a 47). L’analisi per classi di età mostra incrementi nella fascia dai 25 ai 44 anni (da 51 a 59 denunce mortali) e per i 60-69enni (da 21 a 30), e cali per i 45-59enni (da 73 a 55) e under 25 anni (da 17 a 12).

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