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Home - Newsletter - Newsletter – 15 aprile 2016

Newsletter – 15 aprile 2016

15 Aprile 2016
in Newsletter

L’attenzione è tutta concentrata sul negoziato per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Le trattative ufficialmente sono ferme, mentre il sindacato sta preparando lo sciopero di mercoledì prossimo, il primo unitario dopo tanti anni. Ma questo non significa che non ci siano abboccamenti, colloqui, incontri più o meno riservati, sempre nella speranza di aprire un spiraglio che possa condurre a una svolta del negoziato. Sembra infatti che qualcosa si stia muovendo, le posizioni, delle due parti, non sono così immobili come sembrava anche solo qualche giorno fa. Forse tutti si stanno rendendo conto che il muro contro muro non porta da nessuna parte e che una rottura è pericolosa perché sarebbe forse non definitiva, ma certamente tale da lasciare un segno pesante, difficile poi da superare. Per saperne qualcosa di più bisognerà però attendere almeno qualche giorno, perché la ritualità impone un certo ordine e questo prevede che prima si svolga lo sciopero, sull’aderenza al quale sorgeranno le solite polemiche, poi succeda qualsiasi altra cosa.

Comunque anche un eventuale accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici non sarà indicativo della soluzione cui si potrebbe arrivare per il futuro assetto della contrattazione in generale. Non è più tempo di soluzioni stereotipate, valide per tutti i casi. Il vestito contrattazione va confezionato sempre più su misura, vanno trovate delle soluzioni di base valide erga omnes, ma poi ogni settore, se non ogni azienda deve trovare le sue specificità, perché così è la realtà, assai variegata e non è possibile che la soluzione sia una per tutti.

Una considerazione che non può non fare anche il governo, che ogni giorno tuona, per bocca di un ministro o un sottosegretario, che è pronto a intervenire sull’assetto contrattuale, perché, viene spiegato, l’esecutivo, come del resto anche il Parlamento, hanno le loro responsabilità e debbono necessariamente risponderne. Di certo l’esecutivo si è soffermato a lungo sul tema della produttività e ha messo a punto uno schema di intervento, ma un provvedimento vero e proprio per il momento ancora non esiste. Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio incaricato proprio dei problemi del lavoro, ha fatto sapere che il governo interverrà presto, anche domani ha detto, e senza tener conto delle esigenze delle diverse esigenze delle varie organizzazioni di rappresentanza sociale, anche padronali, ma in realtà non è proprio così. Far uscire nelle prossime settimane un provvedimento importante, capace di influenzare le relazioni industriali dei prossimi anni in maniera sostanziale, sarebbe infatti uno sgarbo verso Confindustria troppo pesante.

Il prossimo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, infatti, entrerà nell’operatività della sua carica solo alla fine di maggio e mancano ancora 40 giorni, ma è difficile che non si aspetti il suo insediamento, perché lui non ha fatto mistero della volontà di trovare un accordo con i sindacati sul tema della contrattazione e la sua posizione si è notevolmente rafforzata con l’intesa che ha raggiunto con l’altra metà della sua confederazione, quella che al momento della designazione ha votato contro di lui a favore di Alberto Vacchi. La possibile guerra che poteva scatenarsi tra le due anime di Confindustria è infatti ormai esclusa dopo l’accordo intervenuto per costruire una squadra di vicepresidenti bipartisan, che sia espressione cioè delle due parti. Se il governo, nonostante ciò procedesse con un provvedimento in merito proprio alla contrattazione sarebbe uno schiaffo molto forte, anche per un governo che non ama i corpi intermedi e ha fatto di tutto per indebolirli.

 

Contrattazione
Diverse novità sulla contrattazione in questa settimana. Alla Aermec e’ stato firmato un innovativo accordo, basato su una maggiore flessibilità di orario e  ferie, che consentirà all’azienda di far fronte alle punte di maggiore intensità produttiva. I lavoratori potranno poi recuperare le ore di flessibilità accumulate nei periodi di minor carico lavorativo. L’accordo, sottoposto a referendum tra i circa 700 addetti, e’ stato approvato col 90% di consensi.

Il 14 aprile, è stato sottoscritto il testo coordinato definitivo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del credito che ha confermato alcuni strumenti utili per affrontare possibili ristrutturazioni e innovazioni nel settore come il Fondo di Solidarietà e per l’Occupazione e gli Enti Bilaterali.

Un’altro importante passo in avanti è stato raggiunto nel settore delle telecomunicazioni. E’ stato sottoscritto l’accordo tra Datacontact e la Slc Cgil, applicando le clausole sociali previste dal contratto collettivo nazionale e garantendo, in questo modo, la continuità occupazionale di 400 lavoratori impiegati nell’azienda di Matera. 

Infine, i sindacati di categoria e Ups, multinazionale che opera nel settore delle spedizioni, hanno sottoscritto una ipotesi di accordo per regolamentare il sistema della distribuzione urbana delle merci dell’azienda; mentre, negativi gli incontri tra i rappresentanti dei lavoratori, Federdistribuzione e la multinazionale Thales. Infatti, si sono interrotte le trattative tra i sindacati di categoria e Federdistribuzione per la definizione del primo contratto nazionale per le aziende aderenti alla Federazione. In risposta alla rottura del tavolo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTuCs hanno proclamato uno sciopero nazionale per l’intera giornata del 28 maggio 2016.

Allo stesso modo, dopo la presentazione del progetto di cessione del reparto “Star Mille”  di Chieti da parte della multinazionale di elettronica Thales Italia, il tavolo è stato rimandato al prossimo mercoledì, 18 aprile perchè i sindacati non hanno accolto favorevolmente le nuove proposte.

 

Diario della crisi
In Liguria la crisi dei produttori di latte e derivati non sembrava trovare una soluzione dopo la decisione di Parmalat Lactalis di non approvvigionarsi più del latte fornito dagli allevatori dell’entroterra di Genova, ma dall’incontro, tra le cooperative produttrici e l’assessore all’agricoltura, si è ottenuto un nuovo tavolo con la grande distribuzione.

A Roma, invece, il settore sanitario continua la sua discesa. Questa settimana, i lavoratori dell’ospedale Santa Lucia insieme ai sindacati hanno scioperato contro i licenziamenti e la possibile chiusura della struttura sanitaria.

Nel sud Italia, protagoniste le numerose vertenze aperte in Sicilia. Questa settimana si è svolto un sit-in davanti all’assessorato del lavoro di Palermo per chiedere lo sblocco degli ammortizzatori sociali di diversi settori. La crisi dell’azienda Almaviva nel capoluogo siciliano ha messo a rischio 1670 posti di lavoro che in totale raggiungono 3000 esuberi in tutta Italia. Per questo motivo, a Palermo, i lavoratori del call center hanno ricevuto la solidarietà dei commercianti e dei portuali e mercoledì scorso i sindacati sono stati ricevuti dal Mise nel quale si è discusso della possibilità di applicare ai lavoratori i contratti di solidarietà. Infine, ancora in Sicilia, la commissione bilancio della Regione, ha scartato l’emendamento di 6 milioni di euro destinati al rifinanziamento delle Ipab locali che contano circa 2000 dipendenti.

 

La nota
Roberto Polillo parla del futuro della contrattazione sottolineando il rischio che l’attacco di Confindustria nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori potrebbe essere un pericoloso boomerang, così come è avvenuto per la pubblica amministrazione.

Dall’altro lato, Nunzia Penelope, riferisce del braccio di ferro tra i sindacati e il governo sulla riforma dei contratti: mentre la Cgil, Cisl e Uil ricevevano a Milano 1500 delegati lombardi per rilanciare la loro proposta unitaria sulla contrattazione, a Roma, nelle stesse ore, il governo rilanciava la ferma intenzione di intervenire direttamente sulla materia.

 

I blogger del diario
Massimo Fiaschi, Finalmente la busta arancione

Claudio Negro, Va in pensione il sindacato?

 

Interviste
Roberto Polillo ha intervistato per Il diario del lavoro, Giuseppe Milanese presidente di Federazione Sanità che spiega nel dettaglio il piano di Confcooperative per riorganizzare il servizio sanitario.


Documentazione

Questa settimana, su Il diario del lavoro, è possibile consultare: il rapporto Istat sulla produzione industriale, quello sui prezzi al consumo di marzo 2016 e il rapporto sul commercio estero, il comunicato dei sindacati del settore energetico Filctem-Cgil, Femca-Cil, Uiltec-Uil sul referendum del 17 aprile e la documentazione finale del convegno promosso dalla Cgil “Sta per finire l’epoca delle multinaizonali in paradiso (fiscale)?”. Inoltre, è possibile visionare il testo dell’accordo integrativo Aermec e le Rsu aziendali  e infine il testo del decreto del part-time agevolato firmato dal Ministro del lavoro, Giuliano Poletti.

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