La riforma dei contratti resta ancora al palo. Lunedì le segreterie di Cgil, Cisl e Uil si sono incontrate -dopo anni di gelo- in un appuntamento che avrebbe dovuto affrontare proprio su questo tema. E tuttavia, come hanno dichiarato gli stessi leader al termine della riunione, non se n’è fatto nulla. Motivo: tra i sindacati manca una posizione comune che consenta di aprire un confronto con la Confindustria. L’unico terreno sul quale Susanna Camusso, AnnaMaria Furlan e Carmelo Barbagallo si sono trovati d’accordo sono le pensioni: in autunno Cgil, Cisl e Uil promuoveranno una vertenza sulla riforma della riforma Fornero. Sempre riforme sono, si potrebbe osservare: in realtà, quella davvero urgente sarebbe, appunto, la riforma dei contratti, poiché tutti i rinnovi sono sostanzialmente bloccati. Nel vertice confederale di lunedi scorso, però, le posizioni erano divise tra chi, come la Cgil e la Uil, vorrebbero prima rinnovare i contratti in corso e poi affrontare la riforma, e chi, come la Cisl, sarebbe disposta ad aprire subito la pratica. Nel dubbio, tutto resta fermo.
Ne consegue che le categorie, a loro volta, procedono in ordine sparso. La prova –semmai ce ne fosse stato bisogno- è arrivata giovedì, quando a sorpresa Fim e Uilm hanno rotto gli indugi annunciando che marceranno da soli per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Mercoledi 22 luglio, dunque, si riuniranno a Roma i delegati delle due organizzazioni per un’assemblea che varerà definitivamente la piattaforma, peraltro già ampiamente annunciata da Marco Bentivogli e Rocco Palombella in una conferenza stampa congiunta. Il blitz Fim-Uilm manda all’aria i tentativi di Maurizio Landini, che negli ultimi mesi ha lanciato numerosi appelli perché si arrivasse a una piattaforma unitaria. Ma il diavolo è nei dettagli: nei giorni scorsi, a Bologna, l’assemblea nazionale Fiom ha votato un documento di quattro paginette col quale si dava mandato al segretario di avviare la trattativa con Federmeccanica per il rinnovo, indicando qualche linea guida e lasciando volutamente nel vago i contenuti, in modo da consentire il dialogo con Fim e Uilm. Tuttavia, Marco Bentivogli ha colto l’occasione al volo: ha stigmatizzato l’iniziativa Fiom come l’annuncio di una corsa ‘’in solitaria’’, e a sua ha volta bruciato le tappe assieme alla Uilm. Sicuramente, sarà una piattaforma che comporta costi impegnativi, e dunque molto lontana dalle intenzioni di Federmeccanica: secondo i calcoli degli stessi sindacati, l’aumento del salario nominale medio che Federmeccanica sarebbe disposta a offrire è pari a 2,67 euro nel triennio 2016-2018. Una cifra ridicola, certo: del resto, sono questi i frutti che il vecchio meccanismo dell’inflazione programmata, previsto dall’attuale sistema contrattuale, produce in anni d’inflazione zero. All’estremo opposto c’e’ invece il contratto di gruppo FCA- Cnhi, legato ai risultati: fino a 10.000 euro d’aumento in busta paga se saranno centrati tutti gli obiettivi del quadriennio, e in caso contrario una sorta di ‘premio di consolazione’, cioè un’erogazione aggiuntiva e fissa di circa 1.320 euro lordi medi nel quadriennio. In pratica, se tutto andasse proprio malissimo, i dipendenti del Gruppo potranno contare comunque su circa 80 euro lordi ogni tre mesi per 4 anni. Al di là delle simpatie o meno per Sergio Marchionne, varrebbe la pena di farci sopra un ragionamento approfondito, per capire se si tratta di una formula replicabile ed esportabile altrove. Ma al momento non pare aria. Quello che si prospetta sarà quindi il rinnovo più difficile della storia recente dei metalmeccanici. Sul Diario proponiamo ai nostri lettori un focus con tutti i dettagli sull’argomento, curato da Fernando Liuzzi.
Per passare dal nostro orticello domestico ai più vasti campi internazionali, vale la pena di ricordare che in settimana si sono raggiunti due importanti accordi. Il primo è quello scaturito da una serie di tempestose riunioni dell’ Eurogruppo, che consentirà alla Grecia di sopravvivere grazie a un salvataggio – il terzo- da 89 miliardi. Un accordo capestro, che ha puntato soprattutto a umiliare il governo Tsipras –probabilmente sperando su una sua caduta- e che se da un lato restringe gli spazi di democrazia nel Paese con il ritorno ad Atene della Troika, dall’altro lascia intatto il debito e, con esso, tutti i problemi economici della Grecia. Come non si stancano di ripetere sia il FMI, sia la BCE di Mario Draghi.
Il secondo accordo è quello sul nucleare tra Stati Uniti e Iran: fortissimamente voluto da Barack Obama, aprirà nuovi spazi sia al percorso democratico di Teheran, sia allo sviluppo economico mondiale, con grandi vantaggi per tutti (Italia compresa: le nostre aziende stanno già facendo i conti di quanto business aggiuntivo riceveranno da questo accordo). Non è stato facile, per i negoziatori dell’una e dell’altra parte, condurre in porto una partita così delicata, ma nessuno ha avuto paura di assumersi responsabilità, tutti hanno fatto la loro parte e collaborato per una soluzione equilibrata che rendesse tutti vincitori. A differenza dell’accordo sulla Grecia, dove, secondo i più autorevoli commentatori internazionali, a causa di personalismi ed egoismi vari hanno sostanzialmente perso tutti: la Grecia, la Germania, l’Unione europea. Ed è abbastanza scoraggiante costatare che, ancora una volta, per coraggio e innovazione il Nuovo Mondo ha battuto la vecchia Europa.
Contrattazione
Settimana ricca di incontri e rinnovi contrattuali, a cominciare dal rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro Dirigenti Credito, siglato tra i sindacati di categoria e Abi. Sempre con Abi i sindacati hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per per dare avvio a un tavolo permanente di dialogo, con lo scopo di realizzare possibili iniziative a vantaggio degli anziani e dei pensionati degli istituti bancari. Inoltre, i sindacati del categoria hanno dato il “via libera” all’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto del settore energia e petrolio. Sulla vertenza Ex Merloni, i sindacati metalmeccanici hanno incontrato al Mise le regioni Umbria e Marche, Invitalia e l’imprenditore Giovanni Porcarelli, in merito all’Accordo di programma della JP Industries: il ministero ha ribadito l’impegno nel trovare una soluzione che possa permettere all’azienda di avviare una vera un’attività produttiva. Sul fronte Easyjet, è stato raggiunto l’accordo tra Filt Cgil, Fit Cisl e Easyjet per il trasferimento di 205 assistenti di volo dalla base di Roma verso le basi di Malpensa, Napoli e Venezia. Cattive notizie invece per i lavoratori di Ericsson: nell’ultimo incontro con le parti sindacali, non si è ancora trovato un accordo per i 60 esuberi previsti dall’azienda, rinviando il confronto il prossimo 23 luglio. Novità sul contratto integrativo della Nokia: l’azienda ha deciso di disdettare tutti gli accordi frutto della contrattazione aziendale e di cambiare il contratto collettivo nazionale. Sulla vertenza Telecom, la direzione aziendale, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti degli enti locali s i sono incontrate per discutere del piano industriale della Olivetti, presentato da Telecom, che prevede la riduzione di oltre 300 addetti sui 538 che lavorano a Ivre: l’azienda ha confermato la volontà di andare avanti sul piano, mentre i sindacati hanno ribadito il proprio giudizio negativo. Infine, è stata sottoscritta la preintesa sulle risorse aggiuntive della regione Lombardia relative all’anno 2015 per i lavoratori della dirigenza della sanità pubblica lombarda.
La nota
Un approfondimento curato da Fernando Liuzzi sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, alla luce delle divisioni che si sono manifestate tra Fim Fiom e Uilm. Inoltre, una nota di Roberto Polillo analizza la situazione della Grecia alla luce dell’accordo con l’Eurogruppo, tema su cui riferisce anche Nunzia Penelope. Infine, la nota di Emanuele Ghiani in merito alla recente indagine per la Cgil ‘Fiducia economica, clima sociale e i giudizi sul governo e la Cgil’, realizzata da Tecnè e commissionata dall’Associazione Bruno Trentin.
Documentazione
Questa settimana è possibile consultare la piattaforma Fim-Uilm per il rinnovo del ccnl, il testo dell’indagine Abt Tecne e commissionata dall’Associazione Bruno Trentin su Fiducia economica, clima sociale e i giudizi sul governo e la Cgil, il rapporto Istat sui prezzi al consumo, il testo dell’accordo per il rinnovo Ccnl Dirigenti credito.



























