“Gli oltre 100 milioni di casi nel mondo di mutilazioni genitali femminili rappresentano una violenza inaccettabile perpetrata sulla pelle di bambine, adolescenti e donne, vittime inermi di una pratica arcaica e tribale che nulla ha di etico e religioso e che costituisce invece una violazione profonda della libertà e del diritto di espressione e di vita delle donne”. Lo dichiara in una nota Liliana Ocmin, Responsabile del Dipartimento Donne, Immigrati, Giovani della Cisl.
“Da tempo come Cisl sosteniamo che bisogna rompere il muro del silenzio che circonda queste donne- continua Ocmin- ed oggi torniamo a rinnovare il nostro appello al Governo, al Parlamento ed alle Parti sociali affinché tutti insieme ci si adoperi per condannare con fermezza e definire come violenza a tutti gli effetti quesa pratica che, in quanto tale, va perseguita ai sensi del nostro ordinamento legislativo e giudiziario, a partire dalla piena applicazione della legge 7/2006 che definisce le MGF nel nostro Paese reato. Serve inoltre una campagna di informazione e sensibilizzazione presso le diverse comunità presenti nel nostro Paese, nelle scuole e sui luoghi di lavoro”.
“La comunità internazionale -conclude Ocmin-, in particolare l’Organizzazione delle Nazioni Unite, dia il proprio contributo ed intraprenda azioni e provvedimenti più forti per affermare in ogni parte del mondo che la sacralità e l’intangibilità del corpo umano è un diritto inviolabile. In Italia il numero di minori, donne, vittime di mutilazioni si attesta intorno alle 50.000 vittime potenziali, di qui la scelta della Cisl di puntare proprio sull’informazione capillare attraverso la diffusione sui luoghi di lavoro di un depliant di sensibilizzazione contro la pratica delle MGF che insieme alla “Piattaforma Cisl sulla prevenzione della violenza sulle donne e i minori” sono gli strumenti concreti con i quali ancora una volta diciamo NO alla violenza”.
F.P.



























