Ingiustizia, povertà, crisi, lavoro che manca, esclusione; ma anche giovani, merito, talenti, unità, speranza, futuro. Una dozzina di parole possono sintetizzare il contenuto del discorso con cui Sergio Mattarella ha assunto, martedì scorso, l’incarico di dodicesimo presidente della Repubblica italiana. Una sequenza di parole non casuale: inizia con la fotografia dell’Italia oggi, finisce con l’indicazione di quella che dovrebbe, potrebbe essere, domani. Il modo con cui eserciterà il nuovo ruolo di capo dello stato è invece sintetizzabile in un’altra asciuttissima frase, rivolta ai parlamentari che lo applaudono: “sarò un arbitro imparziale, ma i giocatori mi aiutino con la correttezza”. E chi deve intendere, intenda.
Nel breve discorso – 30 minuti appena, interrotti da 42 applausi- Mattarella è riuscito a mettere tutto quello che doveva esserci. La lotta alla mafia e alla corruzione (che “ha raggiunto un livello inaccettabile, divora risorse, favorisce consorterie”), ma anche la Resistenza, a cui ancora oggi, settant’anni dopo, dobbiamo la libertà e la Repubblica. La crisi della politica, che tuttavia può essere mitigata, e fors’anche risolta, grazie all’ingresso in parlamento di “numerosi giovani e donne” (e il riferimento ai Cinque stelle è esplicito) e la crisi dell’economia, che “ha aumentato le ingiustizie, generato nuove povertà, prodotto emarginazione e solitudine”: ed è sulla capacità di porvi rimedio, avverte il capo dello Stato, che “sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo”.
Ma nel discorso di Mattarella c’è, soprattutto, la Costituzione e la sua difesa. È in questo passaggio che emergono perfettamente le linee programmatiche del suo settennato: “Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi, significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro. Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza. Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici. Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace. Significa garantire i diritti dei malati. Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale. Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi. Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni. Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità. Significa sostenere la famiglia, risorsa della società. Significa garantire l’autonomia e il pluralismo dell’informazione, presidio di democrazia. Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l’Italia dal nazifascismo. Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva. Significa affermare e diffondere un senso forte della legalità”.
Qualcuno può non dirsi d’accordo? Infatti, tutti lo hanno applaudito, compresi coloro che non lo hanno votato.
Ma da Mattarella è arrivato anche un avvertimento: siamo in democrazia, vero, ma attenzione, “ la democrazia non è una conquista definitiva ma va inverata continuamente, individuando le formule più adeguate al mutamento dei tempi”. In questo ambito, probabilmente, si può iscrivere anche la crisi della rappresentanza, che il neo presidente cita esplicitamente nel suo discorso: una crisi che “ha reso deboli o inefficaci gli strumenti tradizionali della partecipazione”, mentre “la strada maestra di un Paese unito è quella che indica la nostra Costituzione, quando sottolinea il ruolo delle formazioni sociali, corollario di una piena partecipazione alla vita pubblica”.
Riportando il concetto alle questioni che più stanno a cuore al nostro giornale, osserviamo che il pieno riconoscimento del ruolo delle parti sociali è ancora uno dei punti deboli del governo. Così come, va detto, resta però tutta da definire anche la questione che più di ogni altra sarebbe utile a rendere effettivo e riconoscibile questo ruolo: l’attuazione concreta delle regole della rappresentanza. La scorsa settimana ricordavamo il Testo Unico, firmato ormai un anno fa da sindacati e Confindustria, che stabiliva nuove e moderne norme. E tuttavia, quell’accordo è ancora oggi inapplicabile, per mancanza delle regole pratiche di funzionamento. Questo getta una pesante ipoteca anche sulla prossima stagione di rinnovi contrattuali, ormai alle porte. In settimana i Chimici –Tessili – Energia e i Metalmeccanici della Uilm hanno annunciato che si stanno preparando le piattaforme: sarà una stagione difficile, in epoca di crisi e di inflazione zero, ma sarà anche più difficile in assenza di regole chiare.
In attesa di un segno di vita da parte degli attori sociali, si muovono intanto i “tecnici”. Il gruppo di giuristi di diversa estrazione (Marco Marazza, Arturo Maresca, Raffaele De Luca Tamajo, Franco Carinci e molti altri) che anima il think tank Freccia Rossa con l’obiettivo di promuovere una riflessione collettiva sui tanti nodi irrisolti delle relazioni industriali e del diritto del lavoro. Lunedì 9 febbraio, presso la facoltà di Scienze Politiche di RomaTre, Freccia Rossa presenterà una proposta di legge proprio sulla rappresentanza. Il Diario ne riferirà come sempre con interesse e attenzione. Nel frattempo auspicando che l’iniziativa possa stimolare anche la ripresa della discussione tra le parti sociali.
Contrattazione
Questa settimana si sono risolti positivamente gli incontri relativi ad alcune importanti vertenze. Per i dipendenti comunali di Roma capitale è stata raggiunta la firma pre-intesa sul rinnovo dell’integrativo che, oltre a mantenere inalterati i salari, permette di recuperare i tagli dello scorso mese. Buone notizie anche per 50 lavoratori del sito di Oceanico dell’ex-Ideal Standard che verranno riassunti nella start-up rinata proprio dalle ceneri del sito: la Ideal Scala. Salvi pure i 70 lavoratori del gruppo di distribuzione elettronica Eds, che l’azienda aveva messo, lo scorso mese, in mobilità, salvo poi ritirare la procedura a favore della cassa integrazione straordinaria. Analoga sorte per i lavoratori di un’altra azienda dell’informatica, la Micron, che ha accettato di prorogare la cassa integrazione fino a luglio 2015 e di definire altri 10, su un totale di 28, assunzioni da parte di Stm. Molto diverso, invece, l’esito del tavolo di crisi del gruppo leader nella produzione di mobili e arredo per la casa, Mercatone Uno, l’azienda ha infatti presentato un piano di rilancio che prevede una forte riduzione (il 50%) dei 79 punti vendita esistenti.
Rimane ancora tutto da scoprire, invece, l’epilogo della vicenda del sito di Carini di AnsaldoBreda, l’unica azienda rimasta fuori dal perimetro di cessione della società da parte di Finmeccanica. Sul tavolo del Mise, convocato per oggi, ci sarebbero due ipotesi complementari tra cui, probabilmente, una che riguarda le Fs.
Infine, per quel che riguarda i lavori in corso sulle piattaforme di categoria, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, assicura che prima dell’estate il sindacato avrà pronta la piattaforma per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. I sindacati dei settori chimici, tessili ed energia, invece, hanno annunciano l’anticipazione della costruzione delle piattaforme di categoria, a partire da quella del chimico-farmaceutico
Opinioni
Questa settimana pubblichiamo l’analisi di Maurizio Ricci sul ‘’dopo Draghi’’, cioe’ sugli effetti concreti del QE sulla nostra economia. Inoltre, sul diario l’opinione di Ciro Cafiero, che analizza alcuni aspetti del contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act.
La nota
Roberto Polillo riferisce in merito all’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, dopo 14 anni dal loro primo varo. In particolare, Polillo spiega cosa comporterà tale aggiornamento nel mondo sanitario e quanto costerà agli italiani l’intero impianto.
Documentazione
Da questa settimana è possibile consultare il rapporto Mise sugli effetti del decreto “taglia-bollette”, il Mic di Confcommercio di dicembre, il testo del codice di comportamento anti violenza e mobbing delle aziende del legno, il verbale dell’incontro sulla proroga della cassa integrazione della società Micron, il rapporto Istat “Avere figli negli anni 2000” e sui prezzi al consumo e sul nuovo paniere, Infine, il testo della lettera di Cgil Cisl e Uil agli europarlamentari.



























