La STMicroelecronics di Catania ha annunciato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel trimestre ottobre-dicembre motivandolo con il crollo dei mercati dei personal computer e dell’automotive, e con il conseguente forte calo degli ordinativi. Lo rende noto il vice segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Luca Vecchio, al termine dell’incontro tra le organizzazioni sindacali e i vertici aziendali, aggiungendo che complessivamente, saranno interessati dalla cigo 2.200 lavoratori. Nello specifico, i reparti che producono dispositivi da 8 pollici si fermeranno per 25 giorni; quelli che lavorano sui dispositivi da 6 pollici si fermeranno per 13 giorni e, infine, 8 giorni di stop interesseranno il reparto ricerca ‘Lip’ e la linea testing ‘Ews’.
“Ancora una volta – commenta Vecchio – sono i lavoratori a dover pagare lo scotto non solo della crisi economica ma anche delle scelte manageriali. Sulla decisione di ricorrere alla cigo, infatti, avrà pesato anche il crack della St-Ericsson, azienda che produce dispositivi per Nokia negli stabilimenti francesi, che è in forte perdita negli ultimi mesi”.
“Questo è il secondo anno che STM attiva la procedura di cassa integrazione – prosegue – senza mai ottemperare ai piani industriali, che prevedono invece una saturazione degli impianti M5 con l’avvio della produzione a Catania dei microsistemi ‘Mems’, una tecnologia avanzata utilizzata sugli schermi dei dispositivi mobili”.
“Purtroppo quella di oggi potrebbe non essere l’unica misura adottata dall’azienda per superare questo trimestre, – continua Vecchio – perché la prossima settimana il ceo Carlo Bozotti annuncerà la riorganizzazione globale della società e quindi l’attuale modello industriale potrebbe essere sconvolto. Auspichiamo – conclude – che i programmi del management non penalizzino ulteriormente i lavoratori, lasciandoli con il fiato sospeso su ciò che devono aspettarsi per il loro futuro”. (FRN)


























