Le retribuzioni contrattuali orarie a maggio restano ferme su aprile mentre salgono dell’1,4% su base annua, lo stesso livello già registrato nel mese precedente. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che nella media del periodo gennaio-maggio 2012 l’indice è però cresciuto, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, dell’1,3%. Con riferimento ai principali macrosettori, a maggio le retribuzioni orarie contrattuali registrano infatti un incremento tendenziale dell’1,9% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
I settori che a maggio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,9%), chimiche e telecomunicazioni (2,7% per entrambi); energia e petroli ed estrazione minerali (2,6% in entrambi i settori). Si registrano, invece, variazioni nulle per l’agricoltura, per il settore degli alimentari bevande e tabacco e per tutti i comparti della pubblica amministrazione. A maggio, inoltre, tra i contratti monitorati dall’indagine, è stato ratificato l’accordo per i dipendenti delle imprese private che effettuano servizi di smaltimento rifiuti.
Alla fine del mese, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 71% degli occupati dipendenti e al 67,2% del monte retributivo osservato. Alla fine di maggio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 29,0% nel totale dell’economia e del 7,6% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è invece, in media, di 30,3 mesi per l’insieme degli occupati e di 35,6 mesi per il settore privato.



























