“La crisi in Campania rischia di degenerare in forti tensioni sociali e per questo è necessario imporre la questione sul piano nazionale”. E’ la Cgil a fare il punto al termine del tavolo che si è tenuto oggi presso la sede di Roma della Regione Campania tra il presidente Caldoro e gli esponenti nazionali di Confindustria, rappresentata da Cristina Coppola, e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rispettivamente Vincenzo Scudiere, Raffaele Bonanni, Guglielmo Loy e Giovanni Centrella, sullo stato di crisi in cui versa la regione.
Cinque le priorità individuate e condivise al tavolo da portare all’attenzione del governo nazionale: l’avvio effettivo del Piano per il Sud; un Federalismo che assuma come riferimento parametri di virtuosità; la questione Sanità, anch’essa fondata su parametri europei; il patto di stabilità; le situazioni di crisi industriale e occupazionale.
Secondo il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, “c’è bisogno di un impegno straordinario del governo perché la Campania concentra in sé tutte le contraddizioni determinate dalla crisi”. In questo senso il sindacalista sottolinea positivamente “l’apprezzabile volontà del presidente Caldoro nel sottolineare la possibilità per la Campania di potercela fare a superare la difficile situazione adottando da una parte parametri economici omogenei nel paese e dall’altra affrontando le crisi industriali”.
Su quest’ultimo punto Scudiere avverte che “le crisi industriali in Campania investono aziende che hanno un peso nazionale e in questo senso il ruolo del governo diventa centrale”. Per il segretario generale della Cgil Campani, Michele Gravano, presente all’incontro con gli omologhi di Cisl e Uil, Lina Lucci e Anna Rea, “è essenziale un’assunzione diretta di responsabilità da parte di Palazzo Chigi per evitare che esplodano le situazioni di tensione sociale accumulate”. (LF)

























