Nei primi tre mesi del 2011 gli occupati sono aumentati dello 0,5%. Il tasso di disoccupazione però rimane altissimo per i giovani (28,8%) e per le donne al Sud (46,1%).
Secondo le analisi dell’Osservatorio Cisl su ammortizzatori sociali e occupazione nei primi tre mesi del 2011 gli occupati sono aumentati di 116.000 unità sullo stesso periodo dello scorso anno, aumento dovuto quasi esclusivamente alla componente femminile.
Rispetto ai diversi settori c’è stato un recupero dell’occupazione nell’industria (+1,5%, pari a 70.000 unità) e nel terziario, in particolare nei comparti degli alberghi e ristorazione, servizi di informazione e comunicazione e, soprattutto, domestici e di cura. Mentre nelle costruzioni l’occupazione continua a ridursi in misura significativa (-5,3%, pari a -103.000 unità.
La crescita occupazionale complessiva interessa, dopo oltre un biennio, anche le figure lavorative a tempo pieno anche se gli occupati a tempo parziale continuano a crescere. Nel primo trimestre 2011 l’aumento è del 2,3% (+78.000 unità), coinvolge sia gli uomini che le donne, ma è dovuto, in parte, a part-time involontario. La riduzione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato è molto contenuta (-0,1%, pari a -19.000 unità), continua, invece, a crescere il numero dei dipendenti a termine (+4,1,% pari a 84.000 unità). Per la prima volta dall’inizio del 2008, il numero dei disoccupati registra una riduzione su base annua. Al contrario il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni aumenta dal 28,8% del primo trimestre 2010 al 29,6%, con un picco del 46,1% per le donne del Mezzogiorno mentre cresce anche la popolazione inattiva.
Nel mese di giugno si registra una riduzione della cassa integrazione del 20,1% pari a 82, 4 milioni di ore autorizzate rispetto al 2010. La flessione interessa tutte e tre le tipologie di cassa integrazione, ma è particolarmente significativa per la cassa straordinaria. L’effettivo utilizzo della cig, nel primo quadrimestre 2011 è pari al 40%, confermando i comportamenti prudenziali delle imprese. La flessione delle ore autorizzate è più marcata nell’Italia settentrionale e in quella meridionale e nelle isole, più contratta nell’Italia centrale.
“La riduzione finalmente significativa, delle richieste di cassa integrazione nel mese di giugno, insieme ai timidi positivi segnali di ripresa occupazionali, è un effetto della ripresa dell’attività produttiva, che va tuttavia verificato nei mesi a venire”, ha commentato Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl. A suo avviso sarà importante monitorare se si riscontreranno anche i rientri in azienda dei lavoratori, e ulteriori miglioramenti nei dati sull’occupazione che vede la conferma delle fortissime criticità dell’occupazione giovanile e nel Mezzogiorno. “Nel frattempo- conclude Santini- vanno attivate tutte le possibili misure per assecondare questi primi segnali positivi, a partire da un allargamento delle politiche attive a tutti i soggetti beneficiari di ammortizzatori sociali, e da un miglioramento qualitativo delle stesse, per tararle sulle effettive esigenze di occupabilità dei lavoratori e sui fabbisogni professionali delle imprese e per poter facilitare anche la rioccupazione dei lavoratori che non potranno rientrare nell’azienda di provenienza”.
Francesca Romana Nesci























