Aiuti di Stato più facili per favorire la ricerca e lo sviluppo in favore delle piccole e medie imprese. Lo prevede una proposta di regolamento approvata oggi dalla Commissione europea.
Gli Stati membri potranno stanziare fondi da destinare alla ricerca e allo sviluppo delle Pmi, senza che ci sia più bisogno di notifica e quindi autorizzazione preventiva da parte della Commissione europea.
Secondo la proposta Ue, ogni Stato membro potrà contribuire fino al 100% delle spese in materia di ricerca di base, cioè quella non orientata al mercato, fino al 60% per la ricerca industriale e fino al 35% per quelle spese in materia di sviluppo che, tuttavia, non attenga alla concorrenza con altre imprese, cioè una ricerca orientata al mercato, spiega l’esecutivo europeo, ma allo stadio precedente a quello commerciale.
Il regolamento, si precisa ancora, non pregiudica la scelta di altri aiuti di Stato, ma questi ultimi dovranno continuare a passare dal vaglio della Commissione caso per caso. A certe condizioni, invece, si prevedono aiuti, senza obbligo di notifica, anche per studi di fattibilità tecnica o per coprire i costi per ottenere un brevetto.
“Questa proposta di regolamento – ha commentato il commissario Ue alla concorrenza, Mario Monti – risponde all’obiettivo della Commissione di semplificare e razionalizzare le regole applicate agli aiuti di Stato e di abolire compiti amministrativi inutili. È la prima volta – ha aggiunto il commissario – che la Commissione prevede una semplificazione per categorie”.
Positivo anche il commento del commissario Ue alla Ricerca, Philippe Busquin, secondo il quale la proposta della Commissione “è un passo avanti significativo verso l’obiettivo di Lisbona, volto a promuovere la ricerca e lo sviluppo e che va nella direzione delle azioni adottate di recente per portare le spese per questo settore al 3% del Pil da qui al 2010”.
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