“E’ ragionevole dire che non si possono fare risparmi importanti in pochi mesi, anzi è impossibile, ma i presidenti delle Regioni hanno molte cose da farsi perdonare”. Così Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, interviene sulla polemica tra governo e Regioni, riguardante i tagli agli enti locali che prospetta la legge di Stabilità
Mentre si trovava a Torino per il Congresso nazionale della Uil Scuola, il leader sindacale ha poi commentato il fatto che gli imprenditori non abbiano più alibi sulle assunzioni, dopo le misure contenute nel Jobs Act e nella Legge di Stabilità, affermando: “Gli imprenditori non sono tutti uguali: ci sono quelli bravi che investono, altri meno virtuosi che non investono e fanno fallire le fabbriche e poi ci sono i farabutti. Dare i soldi a tutti indistintamente non mi pare una buona scelta. Non abbiamo abbastanza soldi da sprecarne”. “Certe volte il premier – ha aggiunto il sindacalista – da’ l’impressione di essere così di buon senso da sembrare ignorante, nel senso che ignora le leggi fondamentali dell’economia. Quanto agli imprenditori che adesso non hanno più alibi per assumere mi viene da dire: si può portare un asino alla fontana ma non si può costringerlo a bere”.
Sempre a proposito del premier, in riferimento alle sue ultime dichiarazioni sul rapporto governo-sindacati, Angeletti ha poi dichiarato: “Sono affermazioni – ha aggiunto il sindacalista – che rivelano anche una eccessiva velocità di enunciazioni teoriche da parte del presidente del Consiglio. Prima ha detto che vogliamo fare come la Germania, però li’ i corpi intermedi, sindacato compreso, sono considerati alla stessa stregua dello Stato. Poi si è svegliato con una opinione del tutto diversa”. “Considero quella di Renzi – ha concluso Angeletti – una rappresentazione fantasiosa e immaginifica della società. Il sindacato rappresenta interessi considerati in tutti i paesi del mondo legittimi e utili”.
Infine il leader della Uil ha espresso il suo giudizio in merito alla manifestazione nazionale della Cgil del prossimo 25 ottobre: “Non sono riuscito a capire ancora che cosa vogliono, ma è un problema della Cgil. Non ho capito se la protesta è sul Jobs act o sull’articolo 18. E ci ho pure parlato”.
Angeletti ha inoltre aggiunto che quando la Cgil ha programmato la manifestazione di sabato prossimo “non c’era ancora la legge di stabilità e neanche il Jobs act, mi limito a dire solo questo”.
Diverso invece il caso della manifestazione unitaria dei lavoratori del pubblico impiego fissata per il prossimo 8 novembre, su cui Angeletti ha osservato: “In questo caso il problema è chiarissimo: il governo ha continuato a violare tutte le regole di buonsenso e un sistema di relazioni industriali, negando per anni aumenti salariali ai lavoratori del pubblico impiego. Cosa che non fa altro che deprimere la domanda interna”.
F.P.


























