L’Italia deve modificare la legge quadro sugli appalti pubblici. La richiesta giunge dalla Commissione europea che ha rilevato una mancata rispondenza della normativa alle regole comunitarie.
Bruxelles, sempre in tema di appalti pubblici, ha puntato il dito anche contro le modalità con cui sono stati aggiudicati i contratti per costruire e gestire le reti per la distribuzione del gas in Puglia perchè, secondo l’esecutivo Ue, sono state infrante le regole europee.
Nel primo caso, la Commissione chiede all’Italia di aprire di più gli appalti alla concorrenza: il problema riguarda, ad esempio, le modalità di pubblicazione e il rispetto dell’obbligo di una adeguata pubblicità per ottenere una maggiore trasparenza, ma anche tutto ciò che può creare una discriminazione dei concorrenti non nazionali.
Per quanto riguarda invece la Puglia il caso è riferito alla distribuzione del gas in due bacini di utenza (Puglia 25 e Puglia 29) che hanno attribuito concessioni per la realizzazione e la gestione delle infrastrutture ad un’unica impresa con lo strumento della trattativa privata, senza quindi rispettare la concorrenza a livello comunitario. La direttiva sugli appalti pubblici invece stabilisce che quando la cifra delle opere è pari o supera i 5 milioni di euro le amministrazioni pubbliche sono tenute a rendere nota la loro intenzione con un bando da pubblicare sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Bruxelles, che oggi, sempre in tema di appalti, ha richiamato con l’Italia anche l’Irlanda per la fornitura di servizi di ambulanza a Dublino e la Germania per l’eliminazione dei rifiuti e la raccolta delle acque usate in Bassa Sassonia, è convinta che nell’Ue ormai non ci sia più spazio per i protezionismi.
L’esecutivo europeo ritiene, tuttavia, che ancora oltre il 50% degli appalti sfugga alle regole europee.
Sugli appalti pubblici la Commissione ha preparato anche un nuovo pacchetto legislativo destinato a superare le vecchie direttive che, dopo la procedura già avviata per trovare una conciliazione tra le proposte dell’assemblea parlamentare e quelle del Consiglio avviata il 2 ottobre scorso, dovrebbe approdare al voto dell’europarlamento in dicembre e diventare esecutivo nel 2004.
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