Torna a perdere terreno il mercato automobilistico europeo ad aprile dopo i segni di ripresa del mese di marzo quando le immatricolazioni segnarono un incremento del 2% grazie soprattutto al boom dell’Italia con un +27%. Il mese scorso nell’Europa occidentale sono state immatricolate 1.219.605 auto, il 6,5% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In frenata ad aprile il gruppo Fiat che nel Vecchio Continente registra una diminuzione della quota di penetrazione (passata dal 7,8% dell’aprile 2002 al 7,3% dell’aprile 2003) e delle immatricolazioni (-13% e 88.571 unità).
Tra le cause dello stop al mercato delle quattroruote in Europa ad aprile – indicano gli operatori – il più rilevante è rappresentato dal mancato apporto fornito dal nostro paese che storicamente chiude il mese di aprile oltre quota 200.000 immatricolazioni e che il mese scorso ha registrato, invece, un calo del 5,8%, con solo 182.800 unità, come conseguenza della fine degli eco-incentivi. Naturalmente hanno inciso negativamente anche gli effetti della guerra in Iraq e le vacanze pasquali che hanno frenano la corsa all’acquisto di auto nuove. Secondo l’associazione europea dei costruttori il calo di aprile delle immatricolazioni nell’Europa occidentale è stato causato da due fattori: gli effetti della guerra in Iraq sull’economia Ue e le festività pasquali.
Per quanto riguarda l’andamento delle vendite di auto nei diversi paesi ad aprile, i quattro maggiori mercati automobilistici europei hanno registrato risultati negativi: Francia (-13%), Gran Bretagna (-7%), Italia (-5,8%) e Germania (-5,7%). Solo cinque paesi hanno registrato una crescita delle immatricolazioni auto ad aprile: Finlandia (+17%), Spagna (+6,8%), Austria (+5,3%), Irlanda (+1,6%) e Lussemburgo (+0,2%) Nel periodo gennaio-aprile 2003 gli unici paesi a segnare una crescita complessiva sono stati l’Italia con un +3,2%, la Finlandia (+21,4%), la Svezia (+5,9%) e l’Austria (+3,3%). Tutti gli altri paesi hanno segnato risultati negativi: dal -1,7% del Lussemburgo al -20,1% del Portogallo.
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