Luci e ombre sugli stabilimenti italiani di Beko emergono dal sesto incontro che si è tenuto ieri, 24 febbraio, a palazzo Piacentini presieduto dal sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto, alla presenza dei vertici della proprietà, le strutture del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le organizzazioni sindacali. Il nodo più delicato riguarda Siena, per cui il Mimit ha avviato interlocuzioni con il Comune e Invitalia per l’acquisizione dello stabilimento da parte di un soggetto pubblico, “come punto di partenza per creare le condizioni favorevoli alla reindustrializzazione dell’impianto e alla ricerca di un nuovo investitore, restituendo così un futuro produttivo al sito”. La soluzione proposta dal Mimit arriva alla luce del disimpegno della Regione Toscana e delle delibere della Provincia di Siena, che escludono un intervento per l’acquisizione del sito, senza aver prima le garanzie di un progetto industriale.
“Riguardo all’impianto di Siena – spiega il Mimit – Beko ha confermato il proseguimento delle attività fino al 31 dicembre 2025 e la disponibilità a rispettare il contratto di locazione fino a dicembre 2027. Nel frattempo, la società si è impegnata a facilitare la transizione verso la reindustrializzazione, destinando circa 7 milioni di euro per la gestione del canone d’affitto, per l’individuazione di un advisor che avvii immediatamente la ricerca di un nuovo soggetto industriale e per la continuazione delle attività di bonifica”. Inoltre, vi è la richiesta di ammortizzatori sociali fino alla fine del 2027.
L’azienda ha presentato un aggiornamento del piano industriale, confermando, in linea con quanto richiesto dal Mimit al tavolo plenario del 30 gennaio, investimenti pari a 300 milioni di euro.
Per parte propria, i sindacati giudicano “i cambiamenti al piano industriale e le posizioni di Beko ancora insufficienti, poiché non trovano una soluzione per tutte le fabbriche e le divisioni impiegatizie, non garantiscono investimenti idonei a rilanciare le produzioni italiane e valorizzare al meglio gli enti di ricerca e sviluppo prodotto, qualità, prevedono soluzioni organizzative non condivise e implicano un numero molto alto di esuberi”. Lo sottolineano in una nota Fim, Fiom, Uilm, Uglm.
Nel dettaglio, per quanto riguarda il sito di Cassinetta, la Direzione aziendale ha quantificato in 350 gli esuberi nella fabbrica di frigoriferi, specificando però che a parità di professionalità le varie fabbriche possono essere considerate come vasi comunicanti; tutte le linee di montaggio resteranno in loco, ma si prevede il passaggio dai turni avvicendati a un turno unico così detto a giornata; per quanto riguarda inoltre gli investimenti questi sono stati finalmente dettagliati: 31,5 milioni di euro nella fabbrica di frigoriferi, 75 milioni di euro nella fabbrica di forni, 21 milioni di euro nella fabbrica di microonde, 8,5 milioni di euro per l`istallazione di pannelli solari.
Per quanto concerne Melano, la Direzione di Beko ribadisce i 68 esuberi; sarebbero confermate tutte le attuali gamme di prodotto ed anzi è in studio la possibilità di aggiungere un nuovo modello; gli investimenti complessivi ammontano a 62 milioni di euro. A Carinaro si conferma la missione di centro europeo di parti di ricambio; sono previsti 5 milioni di euro di investimenti anche per ospitare i nuovi pezzi di ricambio in arrivo dalla Turchia; gli esuberi restano quantificati in 40.
Per quanto concerne Comunanza, la Direzione di Beko ha disegnato uno scenario di continuità produttiva, ma con la presenza di 80/100 esuberi su un totale di 320 occupati; verrebbero dismesse le lavatrici slim, nonché le lavasciuga e le lavatrici di bassa gamma; la concentrazione sulla alta gamma porterebbe la produzione da 630 mila a 430 mila pezzi annui; sono previsti 15 milioni di euro di investimenti.
Per quanto riguarda gli enti impiegatizi, infine, gli esuberi complessivi sono stati rivisti di circa 50 unità, così da diventare 628 su un personale di 1529 impiegati; gli investimenti sono quantificati in 78 milioni di euro nelle attività trasversali e di infrastruttura.
“Il negoziato è stato lungo, ma riteniamo che vi siano solide basi per proseguire il confronto in modo costruttivo. Abbiamo già programmato altri tre incontri e siamo fiduciosi che il dialogo possa evolvere positivamente”, afferma il direttore relazioni esterne di Beko Europe, Maurizio David Sberna. “La discussione è stata approfondita – continua il manager – e ci aspettiamo che nei prossimi appuntamenti si possa consolidare ulteriormente, con l’obiettivo di garantire un futuro sostenibile e di lungo periodo per la presenza di Beko in Italia”.
Il negoziato proseguirà presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy nei giorni 27 febbraio, 14 e 18 marzo.



























