Gli investimenti nelle infrastrutture possono contribuire a rilanciare la crescita europea con “un incremento del Pil dello 0,5%-0,6% per ciascun paese interessato”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, citando il piano Delors e la proposta italiana di istituire una società (Infrastrutture) di sostegno all’intervento pubblico nel settore delle grandi opere.
Per rilanciare la crescita occorre infatti una strategia europea e “i nostri ministri finanziari devono inventarsi misure che possono sostenere l’economia, anche guardando agli Usa. Non possiamo restare con le mani in mano”, ha sostenuto il premier, nel suo intervento al convegno europeo sull’e-government di Cernobbio.
“Mi sto dedicando alla ricerca di misure per sostenere la nostra economia, ma sono misure minori, perchè – ha spiegato Berlusconi – un governo non può più fare la politica monetaria, nè la politica dei cambi per sostenere le esportazioni, nè politiche in disavanzo perchè abbiamo i parametri di Maastricht per cui non possiamo istaurare politiche di deficit che nel breve periodo potrebbero anche essere positive. Allora deve intervenire l’Europa: i nostri ministri delle finanze devono inventarsi misure che possono sostenere economia, anche guardando al di là dell’Oceano dove la presidenza americana ha immesso a sostegno dell’economia una cifra importante di 350 miliardi di dollari. Noi non possiamo restare con le mani in mano. E quindi la presidenza italiana ha avanzato al consiglio dei ministri finanziari la proposta di investimenti nelle infrastrutture europee che mancano”. In particolare, ha sottolineato il premier, “le infrastrutture di trasporto devono essere potenziate. Dobbiamo trovare il modo di finanziarle tenendo fuori questi soldi dai conti dei bilanci ai fini dei parametri di Maastricht. E quindi – ha rilevato – noi abbiamo proposto la costituzione di una società che abbiamo chiamato Infrastrutture, che possa prendere soldi sul mercato dei capitali privati, prestarli ai singoli stati che, in un lungo periodo di tempo, 20-25 anni, potranno pagare la quota di capitale più gli interessi, oggi molto bassi”.
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