“L’Unione europea non fa abbastanza per abbattere le barriere fondamentali alla creazione del lavoro”. Sul fronte dell’occupazione, della produttivita’ e della crescita infatti “rimane una quantità deprimente di cose da fare”. A mettere sul banco degli imputati l’Europa, Gran Bretagna compresa, e’ il primo ministro britannico, Tony Blair che nell’introduzione al Libro Bianco sulla Riforma economica in Europa, ricorda ai leader europei i loro obiettivi (70% di occupazione entro il 2010 con 60% di donne e 50% di anziani occupati) e li sollecita a “essere decisi nell’intraprendere le riforme necessarie con una nuova urgenza”. “Sappiamo – ha aggiunto Blair – cosa si deve fare: ristrutturare i sistemi fiscali e di indennità perchè il lavoro paghi, eliminare i controproducenti incentivi al prepensionamento e perseguire politiche attive per il mercato del lavoro che sappiano conciliare nuove opportunità per i disoccupati con la loro responsabilità di intraprendere un lavoro”. La strada, ricorda il premier britannico e’ quella delle riforme per: ultimare il mercato unico, integrare i mercati finanziari, rafforzare la ricerca e lo sviluppo, ridurre la burocrazia. “Una riforma di questa portata – ha concluso Blair – non e’ mai facile. Ma non possiamo sottrarci a questo compito”.
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