I negoziati sul partenariato futuro con il Regno Unito, che per l’Ue costituiscono “il lavoro incompiuto di quest’anno”, proseguono senza sosta, e se non è ancora possibile sapere come finiranno, si comincia a vedere ora “un percorso stretto verso l’accordo”, con progressi compiuti nella maggior parte delle questioni aperte, ma due nodi che restano da sciogliere: la pesca e i meccanismi per assicurare condizioni di concorrenza leali nel mercato unico europeo, evitando divergenze sulle norme sociali e ambientali e sugli aiuti di Stato (il “level playing field”). Lo ha riferito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen stamattina a Bruxelles, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo.
“Mentre parliamo i nostri team di negoziali stanno continuando a lavorando per cercare di raggiungere un accordo, giorno e notte, a volte contro ogni aspettativa”, ha esordito von der Leyen, ringraziando in particolare “il negoziatore capo Michel Barnier per la sua dedizione e resilienza”.
“Per come stanno le cose oggi – ha continuato la presidente della Commissione rivolta agli eurodeputati – non posso dirvi se ci sarà un accordo o no; ma posso dirvi – ha annunciato – che c’è ora un percorso verso l’accordo, un percorso forse molto stretto, ma c’è. Ed è perciò nostra responsabilità continuare a provarci. La buona notizia è che abbiamo trovato la strada per avanzare sulla maggior parte delle questioni; ma ora siamo in una situazione in cui potremmo dire di essere ‘così vicini, eppure ancora così lontani'”.
“Due questioni – ha spiegato von der Leyen – restano da risolvere: il ‘level playing field’ e la pesca. Sul level playing field il nostro obiettivo è molto semplicemente quelo di assicurare una concorrenza leale nel nostro mercato. E per questo dobbiamo stabilire dei meccanismi solidi. L’architettura su cui stiamo lavorando è basata su due pilastri: gli aiuti di Stato e gli standard (le norme applicabili nel mercato, ndr)”.
“Sugli aiuti di Stato – ha precisato – abbiamo fatto progressi, basati su principi comuni: garanzie sull’applicazione delle leggi (Law enforcement, ndr), e la possibilità di porre rimedio in modo autonomo a situazioni che lo richiedessero”.
“Sugli standard – ha proseguito von der Leyen – abbiamo concordato un forte meccanismo di non regressione, che è un grande passo avanti. Il suo fine è garantire che non siano minati i nostri alti livelli di norme comuni in campo sociale, del lavoro e ambientale. Resta naturalmente la questione di come fare in modo che la concorrenza leale sia mantenuta in futuro”.
“Ma sono anche lieta – ha aggiunto – di riferire che le questioni legate alla ‘governance’ (il modo di gestire le controversie nell’ambito dell’eventuale partenariato, ndr), in questo momento sono largamente risolte”.
Sulla pesca la presidente della Commissione ha confermato che “la discussione è ancora molto difficile. Noi – ha sottolineato – non mettiamo in questione la sovranità del Regno Unito sulle sue acque; ma chiediamo prevedibilità e stabilita per i nostri pescatori, uomini e donne. E in tutta onestà, a volte abbiamo la sensazione che non si riuscirà a risolvere questo problema.
Ma dobbiamo continuare a cercare di trovare soluzioni, e questo è il solo modo responsabile e giusto di agire”.
“I prossimi giorni saranno decisivi; e lo so, l’ho già detto prima. E so che le scadenze non sono state rispettate, ripetutamente. Il tempo stringe, ci troviamo in una situazione difficile e questo vale anche per il Parlamento europeo, che giustamente deve esercitare il suo controllo democratico e ratificare” l’eventuale accordo, ha concluso von der Leyen, ringraziando gli eurodeputati per il loto sostegno e la loro comprensione.
E.G.
























