Nei prossimi giorni in Abruzzo i sindacati apriranno un confronto unitario con la Giunta regionale. Roberto Campo, segretario generale della Uil, perché l’avete voluto?
Siamo una delle Regioni che ha sfondato il tetto di deficit sanitario e sono già scattate le aliquote massime Irpef e Irap. Il bilancio locale 2008, quindi, è dedicato totalmente a risanare questo settore e non prevede risorse per le altre attività. Stavamo trattando con Prodi ma la crisi ha interrotto i contatti, da qui la necessità di avviare una discussione.
Cosa chiedete in particolare?
La Regione deve spiegarci esattamente in quale modo ed entro quali limiti di tempo intende abolire la maggiorazione delle tasse e recuperare fondi per tutti i comparti. Noi proponiamo una strategia pluriennale, che al termine del risanamento cancelli anche l’imposizione fiscale aggiuntiva. Nel frattempo, però, bisogna modulare l’addizionale Irpef per salvaguardare lavoratori dipendenti e pensionati.
Quali sono le date previste?
Lunedì 18 febbraio incontriamo il presidente della Giunta e l’assessore al bilancio, con i quali discuteremo della Finanziaria regionale.
Passiamo alla vicenda della Micron, l’impresa di microelettronica che ha deciso di investire 3 miliardi di euro nel polo di Avezzano. Cosa ne pensa?
E’ una cifra colossale, che equivale al bilancio regionale di un anno. Ci sarà un vasto potenziamento produttivo e un forte sviluppo delle nuove tecnologie; il gruppo ha avviato un confronto con il ministero dello Sviluppo economico, dato che questa scelta può cambiare la capacità di attrazione di investimenti esteri in tutta l’area, comprese le zone interne.
C’è un dialogo in corso anche con i sindacati.
Sì, negli ultimi mesi abbiamo fatto passi avanti. Micron chiede un sistema premiante incentrato sull’individuo, uscendo così dall’elargizione collettiva tipica dell’industria metalmeccanica. La Uil ha già dichiarato la sua disponibilità, non è semplice ma questo sistema può essere realizzato.
E come gestire il tema dell’orario, che già prevede tre giorni lavorativi a 12 ore e quattro di riposo?
Il problema delle 12 ore è che sono molto usuranti, ma le parti hanno confermato la volontà di inserire questo nodo nel confronto. Speriamo di ottenere un regime di alternanza e mobilità per gli addetti coinvolti, con lo scopo di svincolarli da quest’unica turnazione e indirizzarli anche verso altre divisioni dell’azienda.
In definitiva, quindi, siamo in presenza di buoni rapporti.
C’è un solo punto debole: il dialogo in azienda. Finora Micron ha preferito rivolgersi ai sindacati confederali, ma adesso dovrà iniziare a trattare pienamente con le strutture e il territorio. Anche noi ci assumiamo le nostre responsabilità: serve più spirito pratico da entrambe le parti.
Emanuele Di Nicola

























