Ulteriori rincari del costo del denaro in Gran Bretagna potrebbero soffocare la fragile ripresa dell’economia e spingere la sterlina a livelli non competitivi. L’avvertimento – di cui dà notizia oggi il Financial Times – proviene dai capitani d’industria britannica e segue la decisione della Banca d’Inghilterra di alzare il saggio di sconto di un quarto di punto percentuale, portandolo al 3,75%.
“Malgrado una più incoraggiante crescita mondiale – ha affermato Digby Jones, della Cbi, la Confindustria britannica – la ripresa economica è ancora ad un primo stadio ed è estremamente fragile. Per questo il mondo degli affari, e non soltanto il settore manifatturiero, è contrario ad una serie di rapidi incrementi dei tassi d’interesse”. Per Jones, anche parlare di una ripresa dell’industria manifatturiera “potrebbe essere prematuro”.
Gli industriali britannici sono inoltre preoccupati del gap crescente tra i tassi d’interesse (britannici), da un lato, e i tassi americani e dell’area euro, dall’altro. Per Steve Radley, economista capo presso la Engineering Employers’ Federation, “tassi più alti significano rischio di tassi di cambio più alti, in particolare nei confronti del dollaro”.
Secondo Doug Godden, capo dell’analisi economica presso la Cbi , “la Banca d’Inghilterra dovrebbe tenere d’occhio molto attentamente la sterlina”.
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