Una nuova regolamentazione comunitaria sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari rende obbligatorio l’uso della denominazione «prodotto di montagna» per i prodotti di origine animale.
“D’ora in poi non sarà più possibile vendere prosciutti di montagna in Italia ed in Europa, se i maiali da cui sono ottenuti non hanno trascorso parte della loro vita in quota, ponendo fine ad un inganno molto diffuso sul mercato nazionale”, commentala Coldiretti.
In Italia – denunciala Coldiretti- due prosciutti su tre oggi provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta e sul mercato è facile acquistare prosciutti contrassegnati dal tricolore, con nomi accattivanti come prosciutto nostrano o di montagna, che in realtà non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale.
“Con il nuovo regolamento, precisala Coldiretti, gli animali devono essere stati allevati per almeno due terzi del loro ciclo di vita nelle zone di montagna, se i prodotti sono trasformati in tali zone, o almeno un quarto della loro vita in pascoli di transumanza nelle zone di montagna.


























